F.Guzzardi

Blog di inutili conseguenze e fatti casuali su contesti allegorici

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F. Guzzardi
In questo periodo di scarsa conoscenza  e grande improvvisazione, la politica ( non solo italiana) si nutre di fake news. In genere finiscono con un ” fatela girare, devono saperlo tutti oppure le televisioni non ne parlano.”
Una fra le tante fake news in voga e` lo stipendio del politico italiano, percepito come il piu` alto del mondo. Mi e` venuto in mente proprio ieri mentre parlavo con il mio amico Antonio, sostenitore del baraccone M5S che, insisteva nel dirmi come i politici italiani fossero i piu` pagati al mondo. In realta, basterebbe fare una semplice ricerca online, in website seri ( come capire che sono seri, ve lo spiego alla prossima) per capire che in realta` si tratta di una fake news.
Prendiamo una delle cariche piu` alte e piu` contestate, il primo ministro, 2017 Salario annuale del primo ministro Italiano: $131,608, Irlandese: $ 209.000, Inglese: $ 214.000, Lussemburgo $ 340.000, solo per citarne alcuni. Altra fake news, “Guadagna piu` del presidente degli Stati Uniti” $ 400.000.
Ecco invece la classifica mondiale degli stipendi dei leaders piu` pagati, da considerare il costo della vita nei singoli paesi e la soglia di poverta` che varia a secondo del paese:

1. Lee Hsien Loong (Singapore): $1,700,000 2. CY Leung (Hong Kong): $530,000 3. Barack Obama (United States): $400,000 4. Tony Abbott (Australia): $345,000 5(t). Michael Higgins (Ireland): $340,000 5(t). Xavier Bettel (Luxembourg): $340,000 7. Jon Key (New Zealand): $290,000 8. Angela Merkel (Germany): $283,608 9. Jacob Zuma (South Africa): $273,676 10. Justin Trudeau (Canada): $257,700  
 
// Bisogna pero` dire che questo tipo di notizie ( vere) non attirano l’attenzione di un pubblico di media cultura, una notizia per essere tale deve essere eclatante, deve suscitare sdegno o comunque un qualche  sentimento di rivalsa. Ecco perche` il falso attira piu` del vero. La realta` deve superare la fantasia ma non e` cosi`, quindi la modifichiamo.
In occasione delle nuove elezioni politiche in Italia, sono nati una raffica di partiti basati sul concetto del populismo ad oltranza ed ecco fiorire nomi di partiti improbabili come: “Liberi e Uguali, Potere al Popolo, etc.” Questo dimostra come il fantastico sia alla base della speranza.
Alcuni anni fa Mario Monti si presento` con un governo di tecnici per mettere una pezza ai danni causati dal governo di centro destra. Si presento` dicendo : “C’e` bisogno di sudore, sangue e sacrificio.” Qualsiasi esperto di marketing avrebbe gridato all’orrore ma il motivo per cui Monti aveva pronunciato quelle parole era semplice, aveva detto una cosa reale, la sua Ministra del lavoro giustamente propose una legge su basi reali e necessari ma ancora una volta fece una cosa logica, quasi elementare se vogliamo.
Allora perche` questo insuccesso popolare, perche` la gente continua ancora ad odiarli? Semplice, non essendo politici di un partito, avevano trascurato una cosa essenziale, il marketing! Ma il marketing ha bisogno di una cosa essenziale: il sogno! Se togliamo questa parte primordiale da un progetto di qualunque tipo, il progetto perde consensi, ed in un programma ( come quello politico) i consensi sono essenziali per la sua riuscita. Quindi ancora una volta riveniamo alla fake news che e` parente stretta del sogno, se la realta` non e` cosi`. allora la cambiamo noi a nostro piacimento.
Ecco allora che la colpa della nostra mediocrita`, sono gli immigrati, i politici, mentre i nostri alleati saranno quelli che confermeranno cio` che penseremo.
Allora aspettiamo di votare sognando che il nostro partito vincera` e ci saranno feste e balli per le strade, lavoro facile per tutti, case e migranti invisibili, vacanze e figa gratis e se questo non accadra`? Pazienza, ne inventeremo una nuova per poter sognare ancora, fino alla fine, perche` siamo niente senza sogni, senza desideri, senza speranza, anche se artificiali, lasciateci qui assopiti e non ci svegliate.

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F. Guzzardi 

Sebbene la maggior parte di noi faccia il possibile, in un dato momento, ci saranno inevitabilmente attimi in cui il nostro io non ideale si rialza di brutto, nonostante i nostri più grandi sforzi, le nostre emozioni ci tradiscono ed i comportamenti reattivi si innescano.
Le parti non proprio belle di noi stessi emergono a dispetto di noi. Sono le tendenze che vivono dentro ognuno di noi, i primitivi istinti di base con cui siamo nati e che presto impariamo essere inaccettabili. Questi includono rabbia, avidità, gelosia, dipendenza, procrastinazione e  altri tipi  di comportamenti autodistruttivi.
Carl Jung si riferiva a questi istinti, o lati oscuri delle nostre personalità, come i nostri sé ombra. Sono stati ritratti attraverso i media nel tempo, nei miti, nei film, nelle arti e nella letteratura greca, e incarnati da personaggi famosi da Darth Vader ad Amleto. “L’ombra non è un errore o un difetto”, affermano Connie Zweig e Steve Wolf, autori di Romancing the Shadow: Illuminating the Dark Side of the Soul. “E` la  parte dell’ordine naturale di chi siamo. E non è un problema da risolvere; è un mistero da affrontare. Ha il potere di connetterci alla piu` profonda immaginazione. “
In qualunque modo chiamiamo queste parti della nostra personalità, la cosa importante da ricordare è che sono solo queste parti. Non sono la somma di chi siamo. Tuttavia, se permettiamo loro di dirottare il nostro lato migliore, hanno il potenziale per sabotare le nostre relazioni, il nostro benessere e, in definitiva, le nostre vite.

La consapevolezza è la chiave

 Il paradosso è che se vogliamo cambiare le cose che odiamo di noi stessi, il sé ombra, dobbiamo prima imparare ad accettarle.
“Abbiamo tutti i nostri lati ombra. Non sono il male “, dice Allan Lokos, insegnante di meditazione e autrice di Patience: The Art of Peaceful Living. “È quando non abbiamo consapevolezza che i problemi sorgono. Solo una volta che siamo consapevoli possiamo cambiare “.

Il punto di partenza per questo cambiamento è la consapevolezza. La consapevolezza del nostro comportamento, senza giudizio o critica severa, è al centro della consapevolezza. “Possiamo osservare le nostre azioni e le nostre parole con consapevolezza”, suggerisce Lokos, “e decidere se causano agio o disagio. Possiamo quindi dire a noi stessi: “Questo tipo di pensiero o di parlare non mi servirà bene. Né servirà a chi mi circonda . Posso fare di meglio.'”
Vivere consapevolmente include essere consapevoli delle parole che usiamo. Le parole sono strumenti potenti. Formano le nostre vite, le nostre relazioni e persino il nostro senso del valore. Prima di parlare, prendi quella pausa sacra e chiediti: quel che sto per dire puo` essere d’aiuto? È il caso di dirlo? In caso di dubbio, non dire nulla. Come Lokos, dice: “Non puoi mettere il piede nella nostra bocca se non è aperta”.
È importante anche notare il nostro parlare di sé in negativo e chiederci quali sono le convinzioni che lo rafforzano. Ciò su cui focalizziamo i nostri pensieri diventa l’inclinazione della mente.

 Auto compassione

La consapevolezza è più che semplicemente essere consapevoli; è consapevolezza con auto-compassione. I componenti di auto-compassione includono la gentilezza verso il sé, l’umanità comune (o vedere le nostre esperienze come parte di una più grande esperienza umana piuttosto che isolata), ed essere consapevoli (piuttosto che sovraidentificarsi con i nostri pensieri o sentimenti).
In poche parole, auto-compassione significa trattare te stesso con la stessa gentilezza e umanità con cui tratterai coloro che ami. Non deve essere confuso con l’egoismo o la mancanza di riguardo per gli altri. Al contrario. Non possiamo avere vera compassione per gli altri se non lo facciamo per noi stessi. Quindi, se una relazione sana è ciò per cui ci battiamo, con noi stessi o con gli altri, la compassione non è negoziabile. Ciò include avere compassione per le parti “peggiori” percepite di noi stessi.

 Auto-perdono

Inestricabile dall’autocompiacimento è l’auto-perdono. Forse più difficile del perdonare le malefatte altrui è perdonare noi stessi. Molti di noi hanno avuto momenti in cui desidereremmo poterci riprendere, quando le nostre emozioni ci tradiscono o le nostre parole vengono fuori con meno tatto che d’abitudine . Possiamo ricordare a noi stessi la nostra comune umanità, che siamo tutti sulla stessa barca. Quando ci comportiamo male, l’auto-perdono non significa che sia giusto ripetere quel comportamento. Tuttavia, come afferma Lokos, possiamo osservare quel comportamento e decidere di fare meglio la prossima volta.

Abbraccia il tuo lato peggiore

È importante tenere a mente che le nostre autovalutazioni negative a volte (se non la maggior parte delle volte) sono meno accurate, poiché tendiamo ad essere i nostri peggiori critici. Sì, di tanto in tanto potremmo usare grosse parole verso noi stessi, ma l’obiettivo è di farlo meno spesso. Se ci vergogniamo e incolpiamo noi stessi ogni volta che ci roviniamo, stiamo compromettendo non solo il nostro benessere emotivo e psicologico, ma anche la nostra salute fisica, perché l’aggrapparci alle lamentele, è correlato ad un più alto rischio di malattia.
Gli esseri umani sono intrinsecamente imperfetti e, come tali, commettono errori. Se non cadessimo sulle nostre facce di tanto in tanto, non cresceremmo. Tutto quello che possiamo fare è vivere le nostre vite con le migliori intenzioni, e quando cadiamo semplicemente ammettiamolo e giuriamo di fare meglio la prossima volta. E ricordiamoci che, in ogni momento, la parte migliore di noi sta facendo il meglio che puo`.

 

26 Giorni

Il taxi non tardo` ad arrivare, ed io m’incamminai verso l’uscita. Mi feci lasciare a qualche isolato dalla mia destinazione, dove alcuni amici mi aspettavano. Mi soffermai ad osservare il gioco di luci delle vetrine accese nel centro di Manhattan, come un bambino alla sua prima uscita. Osservavo la gente intorno e mi dicevo che forse nessun’altra citta` al mondo sa essere come New York, con le luci artificiali che si alternano alla luce del giorno in una simbiosi quasi naturale.

Mi sedetti sulla panchina alla fermata dei bus, solo per osservare le macchine gialle che sfrecciavano in un disordine organizzato. Mi chiesi anche se non fosse un po snob, organizzare una mostra fotografica nel cuore della notte, poco importava il talento dell’autore ma il fatto che richiedesse una buona dose di narcisismo, particolarita` che credevo esclusiva degli scrittori o dei cantanti navigati.

“Dove comincia il reale se non in quello che noi cerchiamo?Le risposte vere sono solo quelle che ci aspettiamo, l’immaginario è impercettibile e confondibile. Il viaggio dell’essere, o perlomeno del mio essere, era cominciato da tempo ma non ne conoscevo i dettagli.
Il vento smise di bussare alla finestra, forse aveva esaurito i suoi suggerimenti, ed io aspettavo di consumare il mio giorno cosciente di essere.”

www.hoffmannpublisher.com

By Renata Agazzi
Salivo quelle scale , credendo che tutto potesse iniziare da lì..

Non è facile lasciare il mondo vissuto fino ad ora , senza provare dei brividi di timore..
Paura del vuoto , che ci riempie e impossessa della nostra anima
Considerare come primordiale fatalità  tutto quello, che fin’ ora ci ha accompagnato lungo il viaggio ..anche dei sensi
Quel corridoio senza uscita è  li..ci aspetta..come fosse l’unico punto di fuga ..verso l’oblio
Non mi lascerò influenzare …rapire ..dall’ignoto
Non sono più  giovanetta desiderosa di nuove avventure, anche dissacranti di antichi privilegi..
Donna matura e pregna di esperienze disparate..anelo diventare fonte di gioia.
.          ……
Guardavo quei gradini come fossero ali ai piedi per l’Olimpo
Considero tutto ciò  che è  fuori dagli schemi come portatore di leggiadri pensieri ….anticonformisti, ma non per questo meno importanti ed indispensabili per far quadrare i confini…
I limiti che talvolta ci poniamo servono solamente a tarpare le ali a chi desidera volare alto!
Cosa faremmo se scoprissimo che la lampada di Aladino e’ dentro di noi…
Che valiamo comunque ..anche senza contabilizzare e considerare il vissuto come presentazione per il futuro
Amarci di più. ..accettando tutto quello che di noi sembra non avere rilevanza..
Vorrei essere più capace ad amare..sentire  pietas..
….comprendere il mondo
..tutto..per quello che è. 
Solamente in solitudine questo può  avvenire..
Quella sensazione magnifica di pienezza
Tutto perché  madre primipara attempata di nuovi corpi ..liberi
….          ….
Sono arrivata alla cima..che silenzio..che dolcezza!
Ormai l’apice dell’universo interiore è  raggiunto
Devo solo arrendermi e…
Rimanere..li..dove tutto ha inizio..e tutto finisce
By
F. Guzzardi
Certamente abbiamo tutti qualche serie di aneddoti su quello che il potere fa alla gente: Il potere ha portato molti personaggi politici  nel mondo intero a commettere adulteri, facilitato pratiche finanziarie non etiche a Wall Street, ma il potere ha anche contribuito con alcuni personaggi sicuri di sé, a creare momenti importanti  della nostra storia . Quindi da un lato, potremmo concludere da questi esempi che il potere porta le persone a un comportamento immorale, non etico, e deviante, e dall’altro puo` essere solo una componente  indicativa di queste possibilità.Naturalmente, il potere non può essere sempre un male per noi. A volte il potere può avere un effetto positivo sul nostro benessere, permettendoci la libertà di essere noi stessi.Una recente ricerca condotta all’Università di Berkeley dai professori di psicologia Serena Chen e Dacher Keltner, suggerisce proprio questo: Il potere vi permette di essere voi! Più in particolare, il potere implica il controllo e la libertà di amministrare premi e punizioni per gli altri, il potere ha la capacità di consentire alle persone di essere coerenti in tutte situazioni e contesti. In sostanza, avere potere significa che una persona non ha bisogno di impegnarsi nella strategica auto-presentazione, di apparire come qualcuno che non e`.Nel primo studio effettuato per valutare questa previsione, i partecipanti hanno effettuato un test di personalità per valutare il senso disposizionale di una persona di potere. Cioè, la vostra tendenza a essere d’accordo con affermazioni del tipo: “le persone tendono ad ascoltare quello che ho da dire”, oppure “Mi sento una persona di grande potere,” . Dopo aver risposto a queste domande, i partecipanti hanno completato un test di 20 affermazioni, un compito di scrittura aperto dove la gente scriveva 20 affermazioni su se stessi. La gente con un alto senso disposizionale di potere tendevano a scrivere costantemente affermazioni come “Sono estroversa”, “Io sono fuori,” e “Mi piace essere sociale”. Al contrario, le persone con un punteggio inferiore al potere tendevano a mostrare meno coerenza nella loro auto-dichiarazione.In un secondo studio, è stato chiesto di descrivere se stessi come se stessero facendo un profilo online per due diversi social-networking , siti come web-Eharmony per rincontrie; Facebook, per incontrare nuovi amici . I partecipanti ad alta potenziale, ancora una volta tendevano ad essere più coerentei in questi siti web con la loro auto-descrizioni. Al contrario, i partecipanti a basso potenziale tendevano a cambiare il modo in cui si presentavano sui due siti.In breve, si presume che l’elevato concetto di sé abbia anche implicazioni nei sentimenti di autenticità, indicatore di un maggiore benessere psicologico. Per verificare questa teoria finale, i partecipanti hanno poi valutato la loro personalità in tre contesti unici: a casa, con la famiglia, e al lavoro / scuola. Infine, hanno valutato i loro sentimenti di autenticità, in generale, cioè la misura in cui si  è in grado di esprimere i propri veri atteggiamenti e sentimenti in giro con gli altri. Non a caso, i partecipanti ad alta potenziale sono stati più coerenti nel loro auto-feedback attraverso i tre contesti e anche la tendenza a riferire sentimenti elevati di autenticità, rispetto alla loro controparte a basso potenziale.Dunque il potere ha un’importante conseguenza positiva nelle persone: Se non si ha la necessità di cambiare il modo in cui ci si presenta in situazioni o contesti diversi ed in  un certo senso questa è una buona cosa, perché aiuta a tenere un comportmento autentico in ogni situazione . Al contrario, una persona a basso potenziale di potere, deve essere strategico  nel modo di presentare se stesso, cambiando da contesto a contesto.   In effetti, il fatto di dover cambiare di pelle ad ogni circostanza   può contribuire a sentimenti negativi come: “Non posso essere il mio vero io.” o “La gente in realtà non mi conosce.”
  
  By F. Guzzardi
Sono le cose che cambiano, hanno il senso della memoria, si cibano di illusioni e delle cose che restano, sono le appendici dell’io genetico, che ci porta ad errare sempre. Questo e` un estratto di una memoria degli emigranti Italiani in America ma potrebbe essere anche un altro popolo, uno a caso, Siriano, Palestinese o altro. E` un pezzo di una vecchia storia, troppo vecchia, gia` dimenticata e rinnovata in altre salse, piu` moderne , adatte al ciclo della vita.
Nella storia e geografia (anche per uso scolastico) scritta
da un certo Hendrick Villen Von Loon pubblicata in Filadelfia
nel 1922, si legge: ” I greci ebbero i loro rivali. Noi chiamiamo
romani questi rivali. Ora voi li vedete ogni giorno. Essi non conquistano
più il mondo come i loro antenati ma sono sporchi e lavorano nelle  ferrovie o vendono le banana e le nocciuole.”
Una professoressa della “Western Review” dette ai suoi scolari il seguente tema: “Enumerate le ragioni dell’inferiorità degli Italiani agli Americani.”
Un ufficiale della città di Cleveland, invitato a parlare in
una chiesa disse: “I violatori della legge della proibizione (delle
bevande alcooliche) sono per la maggior parte italiani. Io caricherei
questa gente su vapori e li affonderei in alto mare.”
E di esempi simili se ne potrebbero citare a centinaia !
A tutto questo si aggiunge la ragione etnica profonda dell’invidia,
e molte volte dell’odio, di cui è circondato l’Italiano in
America, e che risale al carattere stesso cosmopolita della popolazione
del paese. 
Gli Stati Uniti non possono ancora accampare
una razza propria. Solo oggi van facendo sforzi ciclopici per formarsi
una nazionalità tipica, tutta sua. Popoli d’ogni stirpe e
nazione son qui venuti, e continuano a venire. Finora il paese è
stato campo di gigantesche competizioni di razze. Dai vari  connubi
sorge la presente generazione di questo paese ove la popolazione,
americanizzata a mezzo degli sforzi del Governo, ha finora
cercato di escogitare leggi e di dettare ordini tali da mantenere
la compagine nazionale e, nello stesso tempo, di non urtare
gl’interessi, la suscettibilità e la sentimentalità dei popoli
dalle varie razze.
In una popolazione così fatta di mescolanze, il più forte è
quello che vince e che domina. L’imposizione finora venne dettata
per lo più dagli Anglo-Sassoni; da qualche tempo gl’Irlandesi
un giorno disprezzati (come oggi lo sono gl’Italiani) si sono
avanzati seguiti subito dai Tedeschi; anche i Polacchi si affacciano
all’orizzonte della vita pubblica; su di tutti, poi, si stendono
i tentacoli della razza Ebrea che, in questo paese, ha finalmente
trovato l’Eldorado della sua errante vita.
Naturalmente il pregiudizio di razza, l’invidia, il timore, la
ostilità palese ed occulta degli altri popoli che temono il nostro
genio e che scorgono in noi la razza forte sono le influenze
sempre pronte ad esagerare i nostri difetti, ad esporci nella più
sinistra luce, nel mentre che, con deliberata malizia, si ignora o
travisa quel che ci torna a gloria ed onore.
E’ una continua opera di “svalutazione” d’ogni cosa, o impresa,
o avvenimento italiano elevato, che si opera, comunque ed
ovunque, ai nostri danni.
La vita dell’Italiano in America, dunque, negli ultimi cinquanta
anni o poco più, è stata tutta una tristissima odissea.
Questa nostra povera emigrazione non registrò nel libro della
sua storia che pagine di dolore. Le più violente esplosioni di
xenofobia della popolazione indigena (che di solito si commuove
fino al delirio per le sofferenze d’un cane, d’un gatto o d’un cavallo)
si abbatterono sui rampolli randagi della razza nostra. E’
incredibile la barbara persecuzione a cui sovente furono fatti
segno, dalla plebe briaca d’odio e di vendetta, ad ogni minimo,
insignificante, stupido pretesto, gl’Italiani.
E’ un fatto che la nostra derelitta, eternamente errante popolazione
fu vittima di persecuzione selvaggia, accanita, diuturna:
dai delittuosi avvenimenti di New Orleans, allorché parecchie
diecine di Italiani furono trucidati, al povero operaio angariato,
insultato, battuto, ucciso, nelle miniere, per le campagne,
nelle fabbriche ; dai linciaggi quotidiani negli Stati del Sud,
agli assalti vigliacchi contro il derelitto “guinea”, alla caccia feroce
del malcapitato “dago” per le vie popolose delle grandi città,
fino agli sbalorditivi, luttuosi fatti idi West Frankfort, nell’Illinois
— recenti — allorché tutta una Colonia Italiana (in maggioranza
composta di Emiliani e Marchigiani) dovette lasciare
il suo tetto, il suo pane, il suo bestiame, tutte le cose care della
sua vita nuova, sollevare a braccia i suoi malati, le sue donne, i
suoi vecchi, i suoi bambini, e risalire la via del calvario, nel buio,
verso l’ignoto, lasciando dietro di se traccie di sangue, poveri
corpi sbranati dalla canaglia furibonda, che incalzava ancora,
implacabile!… Lo stesso accadde — recentissimamente — a Beaverdale,
Pa.
Ricordiamo che nel 1915 una intera colonia onesta e laboriosa
veniva minacciata di orribile punizione se non lasciava
Bedford, Indiana ; nello Stato del Mississippi i nostri operai nel
1913 vennero fatti segno a crudeli sevizie ed ai fanciulli italiani
veniva perfino proibito, come ai Giapponesi ed ai Cinesi, in California
ed altrove, di frequentare le scuole pubbliche. Un connazionale
che osò alzare la voce, protestando, fu impiccato!

by F. Guzzardi

Ecco cos’è il decreto salva-banche, le cause e le conseguenze del fallimento delle 4 banche riassunti in 5 punti.
1) Le cause del fallimento di Banca Marche, Carichieti, Carife e Banca Etruria
  • Banca Marche,
  • Carichieti,
  • Cariferrara,
  • Banca Etruria.
Perché queste banche sono fallite?
Le cause principali risiedono in operazioni spericolate, perdite senza fine e crediti in sofferenza generati spesso da concessioni creditizie di dubbia solvibilità.
Banca Marche
Per quel che riguarda Banca Marche, la crisi della banca è scaturita da concessioni “libertine” di prestiti, erogati per gran parte dal vecchio Cda e dall’ex-ad della banca Massimo Bianconi.
I prestiti erogati si sono ben presto trasformati in crediti incagliati per un valore complessivo di oltre €3 miliardi e che hanno convinto Bankitalia a chiedere il commissariamento della banca marchigiana nel 2011 (nel 2012 la banca rivelò un buco di bilancio pari a €512 milioni).
Banca Etruria, la banca di Boschi e Renzi?

In realta`la Banca Etruria sembra abbia avuto un percorso simile a quello di banca Marche. La banca laziale, deve pero` la sua notorieta al padre del ministro Boschi che ne era vice-presidente, tra il 2011 e il 2013 ( quindi abbastanza irrilevante nel tentativo di salvataggio)  ha visto allargare l’ammontare dei crediti deteriorati a livelli insostenibili.
Crediti deteriorati che, molto spesso, venivano generati da prestiti concessi sempre in maniera troppo libera.
Visto l’ammontare di crediti deteriorati sempre più pesante nel bilancio della banca, il management ha deciso di compiere operazioni di copertura attraverso l’acquisto di titoli di Stato che, effettivamente, hanno generato ingenti profitti e hanno aiutato in parte a coprire le sofferenze.
Nel 2015 però Bankitalia decide di commissariare la banca, reputando il trading sui titoli di Stato troppo pericoloso e soprattutto vista la situazione finanziaria della banca emersa dalle trimestrali 2014 (buco di bilancio di €120 milioni).
Carichieti
Nel 2014 arriva il commissariamento anche per Carichieti visto l’ammontare dei crediti in sofferenza pari a €430 milioni e la perdita da circa €300 milioni dell’istituto di credito abruzzese. Le perdite e i crediti in sofferenza sembra che siano stati causati da prestiti facili erogati ad imprenditori abruzzesi.
Carife
Diverso, invece, il discorso per Carife la quale ha dichiarato perdite per €376 milioni. Perdite generate principalmente da investimenti immobiliari non redditizi effettuati attraverso l’Sgr Vegagest.

2) Decreto salva-banche: cos’è? In cosa consiste?

Per permettere il salvataggio di queste 4 banche, il Governo vara l’ormai famoso decreto salva-banche. Attraverso il decreto si fa in modo di scorporare le parti deteriorate delle banche in una bad bank mentre, per le parti sane, vengono costituite 4 nuove banche capitanate dall’ex manager di Unicredit Roberto Nicastro.
Le nuove banche verranno messe presto all’asta, cercando di massimizzare il profitto in modo da remunerare il fondo di Risoluzione.
A cosa serve il fondo di Risoluzione?
Il fondo di Risoluzione sarà utile a rifinanziare le banche ponte costituite con le parti sane degli istituti di credito falliti.
Questo fondo sarà finanziato completamente dalle banche italiane quali Ubi banca, Unicredit, Intesa San Paolo e via discorrendo, per un importo totale di €3,6 miliardi.
I crediti in sofferenza confluiti nella bad bank verranno svalutati di un 70-80% in modo da permettere un più facile smaltimento degli stessi.

3) Salva-banche: le conseguenze per i risparmiatori

La parte del decreto sul quale si sono accese feroci polemiche riguarda il coinvolgimento di azionisti e obbligazionisti subordinati che risponderanno in solido del fallimento delle banche. Il decreto, infatti, prevede la svalutazione totale delle azioni dei 4 istituti di credito e la conversione coatta delle obbligazioni subordinate in azioni.
Cosa sono le obbligazioni subordinate?
I bond subordinati sono uno strumento finanziario di debito che è una via di mezzo tra un titolo azionario ed un’obbligazione. Il detentore del bond subordinato riceve delle cedole da parte dell’emittente anche se, tuttavia, non garantisce l’esenzione dal rischio di impresa al possessore dell’obbligazione.
In termini sintetici, gli obbligazionisti subordinati possono essere definiti come creditori di serie B (in caso di fallimento vengono prima liquidati dipendenti, creditori, obbligazionisti e, nel caso delle banche, i correntisti, almeno per ora).
In questo modo circa 150.000 risparmiatori hanno visto andare in fumo i risparmi di una vita (portando, come tristemente noto, al suicidio di un pensionato 68enne) di cui 130.000 sono azionisti e 20.000 obbligazionisti subordinati.
E’ stato calcolato che, in totale, i risparmiatori degli istituti di credito ci hanno rimesso circa €1,2 miliardi.
Il decreto adottato dal Governo sembra ricalcare in parte la nuova normativa europea del Bail-in che coinvolge correntisti ed obbligazionisti nel caso di insolvenza bancaria.
Per ulteriori approfondimenti leggere qui).

4) Sviluppi: le soluzioni del Governo per aiutare gli obbligazionisti subordinati

Dopo le forti proteste dei risparmiatori, il Governo sta cercando di trovare una soluzione per cercare di risarcire in parte gli obbligazionisti subordinati. Al vaglio del Governo ci sarebbe la possibilità di costituire un Fondo di solidarietà, finanziato in minima parte da soldi pubblici per non violare le regole UE sugli aiuti di Stato, attraverso il quale si risarcirebbe di circa il 30% ogni obbligazionista subordinato.
In più, il Governo starebbe pensando di erogare crediti di imposta ai risparmiatori danneggiati utilizzabili nel corso degli anni in modo da alleviare ulteriormente la situazione economica di questi ultimi.

5) UE contro l’Italia, associazioni dei consumatori scendono in campo

Una svolta è arrivata nella giornata di ieri nella quale il commissario europeo ai servizi finanziari, Jonathan Hill, ha dichiarato che gli strumenti finanziari venduti dalle banche fallite sono stati ceduti a persone ignare dei rischi che stavano correndo – additando, inoltre, colpe di scarsa vigilanza alle autorità italiane.
Attraverso queste parole, il commissario europeo sembra che abbia connotato il reato di truffa su quanto accaduto ai risparmiatori.
Denunce per truffa già pervenute nei tribunali italiani dalle associazioni dei consumatori quali Adusbef, Federconsumatori e Codacons che sono scese al fianco dei risparmiatori danneggiati o “truffati”.
Le associazioni hanno già dichiarato che presenteranno ricorso al Tar del Lazio contro il decreto salva-banche e che avvieranno class action e denunce di natura sia civile che amministrativa che penale nei confronti dei vertici delle 4 banche fallite, di Bankitalia e Consob con quest’ultime ree di non aver vigilato correttamente sulla situazione degli istituti di credito falliti.

By Renata Agazzi

Chiudersi in un mondo talmente privato da essere condiderato unico è  sinonimo di paura di vivere.  Le nostre considerazioni più profonde sul senso della vita, non possono che farci apparire ,agli occhi altrui , come anime perse,dal nulla come “Angeli” vendicatori del nostro affascinante mondo interiore.

La solitudine,prima Donna, in questo gioco malizioso, ci accompagna e foraggia i nostri pensieri più  singolari con sofisticata esperienza.Sotto la coltre spessa e ghiacciata, di solitudini antiche, albergano sentimenti puri di persone delicate e sensibili , che non vendono facilmente al sapere comune ,le loro schiavitù  intellettuali.
Introspezioni umanamente criticabili..s’impossessano del ..Noi..e ci fanno sembrare colorato e positivo ,un mondo talvolta triste..perché disamorato..
Cosa dire dell’Amare..provare sentimenti astratti e simulazioni ingenue ,di un miraggio affascinante ,o solo gnaulenti retaggi di legami immaginati?!
Eppure quando ci “rotoliamo” nel condividere questo sentire..ecco che stranamente lasciamo i nostri rifugi e sapientemente camminiamo sotto la tempesta..si..la terribile e meravigliosa emozione che ci rende in balia di noi stessi…così fragili da non poterci riconoscere come isole..ma arcipelaghi di un nuovo universo
Il nuovo mondo ci accoglie e anche se difficile da gestire ,almeno potremo appoggiarsi ad altri individui..assetati come noi
..mai dire. ..soli.


by Giusi Nigro

Ti conosco da quando eri bambina, ti ho vista crescere ed ho notato in te quella espressione triste, gli occhi piangenti di chi ricorda cio’ che vorrebbe dimenticare. Hanno tirato I tuoi capelli e ti hanno forzata a fare cio’ che tu, incredula, hai stentato a credere, in quell’angolo buio dove tracce di sangue cancellate dalla pioggia ma che tu ancora vedi e che ti lacerano dentro ogni volta che ripensi la scena. Di notte, non sogni piu’ di essere afferrata con violenza, buttata a terra e sovrastata da due mostri, ma sogni di essere forte e combattente: una notte spari, munita di fucili a canna, la notte successiva li tagli con un coltello da cucina, e ancora li pugnali o li leghi. Di notte, nella tua solitudine sei forte, non sei impotente come quella sera, dichiari vittoria. Poi ti svegli piangendo e la realta’ ti si spiaccica davanti sfrontata. L’ennesima doccia cancella come a scrollarti di dosso quell’odore, quelle mani sporche che si infiltrano tra le mutande, e lasci l’acqua scorrere su quell’innocenza rubata.

Anni e anni di “Perche’ me?” e perche’ te? Non avrai mai una risposta, non riuscirai mai a capire, non c’e’ un perche’, eri quella di turno, tutto pur di predominare, come l’istinto bestiale di chi non ha freni davanti ad un debole, come quella vittoria temporanea che ti da il titolo di campione per un momento, come i perennemente perdenti che cercano di rifarsi e agiscono in gruppo per darsi la carica, per sentirsi meglio, quei malati di mente che collezionano trofei, trofei finti, immaginari, dovuti solo alla forza fisica contro qualcuna piu’ fragile, e piu’ debole. Non eri tu il mirino, solo la tua gonna. 
L’umiliazione subita e il silenzio sono stati un macigno per te che ti sei portata dietro per lunghi anni, il giudizio della gente che non poteva sapere. Quelle parole pesanti che rimbombano ancora “ lei c’e’ stata!” di chi non era presente ma voleva credere alle vittorie raccontate. Il giudizio popolare di paese che protegge gli assalitori e fa strage della vittima. Tu eri piccola, innocente, impaurita, indifesa, non potevi sapere che ti saresti pentita del silenzio, che se avessi avuto una guida, li avresti mandati volentieri in prigione. Hai creduto alle minacce: “se parli sei morta!” e sei morta lo stesso.
Vivere come non esistere, sentirsi invisibili e meno di niente, credere di essere sbagliati, abbandonarsi a pensieri scadenti, vili contro se stessi, incolparsi: “Me lo sono meritato, mi sono fidata”, non merito niente di buono, scelgo sempre le cose sbagliate perche’ io sono sbagliata, rifiuto delle cose belle.

No, non sei sbagliata, occorreva quel terapista a mettertelo in testa. Tu o un’altra sarebbe stato lo stesso. Non vergognarti, non farli vincere, devono vergognarsi loro del crimine che hanno commesso, quei luridi stinchi da galera, non li hai denunciati, non per complicita’, ma per paura, per irresponsabilita’, perche’ nessuno insegna ad una ragazzina come comportarsi in questi casi.
Siamo educati alla vergogna, alla derisione della verita’ come in un piccolo centro dove si puo’ perpetrare una violenza e saranno tutti dalla parte del forte, anche se il forte non e’ nel giusto.
Non puoi cancellare il passato, lo so, che pesera’ per sempre, ma fa si che il peso che ti porti dietro, ti porti fortuna. Guardati dentro, tu non sei come loro, tu sei di piu’, tu sei sensibile, profonda, e sei quello che loro vorrebbero, tu sai ballare, danzare sotto la pioggia, guardare le stelle e luccicare con loro, tu sai guardare l’orizzonte e creare altre linee congiunte, tu sai ispirare. Guarda loro e chiediti “che sanno fare? Chi frequentano? “. 
Tu sei il successo vivente che dal male si puo’ guarire. Guarda i tuoi occhi pieni di luce, guardali dentro, riflettono quell’equilibrio che hai tanto cercato, dicono che il passato sta dietro e bisogna andare avanti, elencano i costi pagati, strapagati ma estinti. Ora e’ il tuo turno di vivere, fallo, non esitare, abbi il coraggio di cambiare tutto cio’ che non ti piace, stai lontana da gente inutile, ridi!
Ricordi quando ridevi per non piangere? Carissima amica, non sara’ piu’ cosi’, la vedo io quella luce nei tuoi occhi, quella forza di chi guarisce dopo una malattia terminale, quella grinta di chi lotta e vince contro un orso. Quella loro risata da strega che rimbombava nelle tue orecchie, adesso e’ il tuo sorriso di felicita’, calma, tranquillita’ comprensione che il male non e’ una droga di cui assuefarsi, ma e’ una vittoria contro il dolore, e’ forza, e’ metterci l’anima. Il resto non conta. Ride bene, chi ride ultimo!

Sono orgogliosa di te.
 

La tua amica, 
Giusi Nigro
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