Il bambino Indaco

by FGuzzardi

Strano come il tempo passa sopra al cuore, lasciando cicatrici che non fanno male. Da bambino restavo lunghe ore sulla scogliera,ad osservare le navi dirette a Malta od a Tunisi. Mi scopro con gli stessi sentimenti, gli stessi pensieri, come se il tempo non fosse mai passato. Non c’e mai stato lavoro in Sicilia, almeno non per quelli come me – bisognava conoscere qualche politico e sopratutto in periodo preelettorale. Io non ero adatto e poi non avevo studiato, si perche` non ero riuscito a finire neanche le scuole elementari – allora decisi di frequentarne una per lavoratori ( o meglio, per aspiranti lavoratori). Ricordo ancora l’insegnante,anche lei molto giovane che dopo una settimana,mi chiese perche` ero li`? Io risposi che avevo bisogno della licenza elementare per trovare uno straccio di lavoro e lai mi guardo` con aria incuriosita esclamando : ” Ti ho sentito parlare di Prevert e di Gregory Corso ed ho visto quello che scrivi, come e` possibile?” io probabilmente arrossii o farfugliai qualche : vede io..ma la campanella della fine lezione mi interuppe molto opportunamente. Smisi di frequentare quei corsi perche` mi imbarazzavano gli sguardi ed i commenti degli altri studenti lavoratori ma a fine anno mi vidi recapitare la mia licenza di scuola elementare e la strinsi al petto come un trofeo.Chiaramente non trovai nessun lavoro e decisi di partire all’estero. La mia prima tappa fu la Germania dove trovai facilmente un lavoro da lavapiatti in un ristorante Italiano e cominciai a vedere che esisteva un altro mondo assolutamente diverso dalla cultura Siciliana – capii che quello era il mio mondo ed anche se ero e sono profondamente innamorato della Sicilia, non ne condivido i valori comuni, questa assuefazione a tutto, questo vivere scontato, alla ricerca del posto fisso dove aspettare la pensione.In seguito la Francia, la Svizzera, l’India e gli Usa,mi hanno tolto quel senso di appartenenza che ognuno cerca invano,attraverso un’aggregazione che sia politica o comunque comunitaria e che rende piu` accettabile il vivere.Ma il bambino non ha mai smesso di esistere,e` sempre dentro me e non mi fa morire a dispetto degli anni, si siede al pianoforte e suona, poi legge alcuni testi di Shivananda e Cioran ,in opposizione,l’acqua ed il fuoco – consapevole di essere. Il vento poi, cancella anche il viso di giovani ragazze e di altri ancora che non sapevano del bambino Indaco,perche` non esistono i bambini Indaco, non sono mai esistiti, se non nella coscienza di chi crede ai sogni.

tags: Bambini indaco,ricordi,sicilia,lavoro,Francia,Svizzera,USA,India

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