F.Guzzardi

Blog di inutili conseguenze e fatti casuali su contesti allegorici

libro

“La Storia di Noi”

Il regista e la commessa prima parte by F. G.

È un progetto di un libro scritto da tutti quelli che vorranno partecipare, partendo da questo mio input che sarà rinnovato con cadenza settimanale. In pratica, chiunque lo voglia, potrà continuare con il capitolo come meglio credo usando i commenti su facebook oppure in questo blog. I migliori commenti saranno selezionati fra i vostri commenti, per proseguire il libro. Possono partecipare scrittori professionisti ( su via non fate i divi) oppure dilettanti o anche alle prime armi. Non si vince niente “SAPEVATELO” ma una volta terminato il libro sarà pubblicato con i nomi di tutti gli scrittori e il ricavato devoluto a una società di beneficienza da stabilire ( magari insieme?)

A cosa pensi ora, se pensi ancora a te? Quale pretensione se, ho aggiunto alla borsa della spesa, un altro particolare, non poco per chi sta bene, stai bene? Tu, voglio dire, ginnastica artificiale e priva di sudore, pensi di esser mai stata più lontana di adesso? Accendi la luce, sinonimo di aprire la strada o la mente ma, ella mente, disse l’attore che appena sceso dal palco inciampò in un amore, era chiaro però, che usava chiamare così tutti i battiti del cuore che andavano oltre una certa frequenza, quella che di solito transita fra un cappuccino ed un bacio, fra un addio e una attrazione. Attrare, calamitare, appiccicare, incollare, quale dramma era previsto prima di questa fusione di sguardi? Il regista l’aveva solo immaginata, si, l’ultima scena riesce sempre a tutti perché i muscoli del collo sono sempre più rilassati, come dopo un orgasmo, si riesce a dire cose di una follia inaudita oppure il niente, quasi a meditare sul vuoto. Era vuota anche la vita della commessa che applaudiva alla fine di ogni atto. Spettatrice unica, forse pagante (nel senso che ne soffriva) e rimpiangeva di tutto anche l’ultima visita dal ginecologo, lei che a sguardi non aveva mai tradito nessuno, all’improvviso rivoltò il copione e si mise a piangere, come fanno gli artisti di fronte alla bellezza, perché`, dicono non “esiste niente di meglio che il provare invidia delle opere altrui”. 

“Lei mi stupisce, signora, d’altra parte non creda che il solo fatto di aver pagato un biglietto, le sia consentita la contemplazione. Contemplare è un dono (un altro?) divino. La divinità esiste nella pazzia e quale maggiore follia esiste se non quella che agita il divoratore di palcoscenico?”

Il regista smise di parlare ma anche il fiato della donna si era accorciato, non capita mai   l’amore di notte dopo una giornata di facchinaggio e non fu la volta buona neanche quella, tanto che la commessa strinse le gambe dopo aver preso posizione in prima fila. Sapeva già che l’artista, le avrebbe sputato in faccia qualche verso, capita quando sei in prima fila, capita quando paghi il biglietto.  

Era notte fondo poi, come capita spesso nelle storie inventate, la donna si scusò ancora e lo fece con garbo, come conviene sempre, considerata l’ora. “Lei dottore, è un chiaro esempio di talento inespresso”! E lo disse mentre tirava fuori la lingua ma non in segno di scherno e neanche con sottointesi sessuali, solo stava per vomitare a causa del vino a cui non era abituata.  “E lei viene spesso a quest’ora”? chiese il regista imbarazzato, per poi scoppiare in una risata a cui si unì il ghigno della commessa impaurita. 

Eppure, il teatro vibrava di tutto ciò che avrebbe potuto essere. Si ascoltavano in lontananza alcune note di quell’autore alternativo, si, uno di quei musicisti di avanguardia dediti all’alcol e alle donne. Assordante, così come si presentava anche la signora in pelliccia di elefante (pareva) con brillanti di caviale (licenza poetica). La cassiera inespressiva masticava un chewing gum.

Seconda parte del primo capitolo. Vi invito ancora una volt a a partecipare scrivendo la vostra parte della storia nei commenti del blog, con il vostro nome, Invito speciale per gli scrittori Roberto Sironi, Michele Iacono  e Susanna Casubolo ( mia ispiratrice).

Per ispirarvi diciamo che la storia dovrebbe girare attorno agli anni settanta in Italia, alle lotte armate di destra e sinistra.

Allo stesso tempo, accettiamo suggestioni di eventuali  associazioni benefiche a cui devolvere i ricavati del futuro libro.

Il regista e la Commessa parte seconda by F. G

Photo by Genaro Servín on Pexels.com

L’attore si presentò d’istinto, riconoscendo fra l’altro le labbra carnose della commessa che incitava il bel ragazzo a ricordare anche i più intimi particolari del primo e unico lontano incontro. Lui fece finta di niente e le lacrime gocciolarono fra naso e lentiggini, le sole cose sproporzionate del suo corpo di ragazzina che lei, la commessa aveva conservato, in apparenza lo commossero. 

“Mai fidarsi delle lacrime di un’artista! “disse lei “ma di una donna mezza ubriaca certamente si”! 

L’uomo aveva conservato il suo stupore nonostante anni di palcoscenico, si chiamava Aldo, Aldo Fioravanti e viveva d’arte. 

By Alfredo Ghisleri

Il romanzo di Michele Iacono “Ciò che hanno visto le rondini” non è un semplice libro, è qualcosa di più. È raro di questi tempi leggere un romanzo che abbia nelle sue parole la forza dirompente di uno squarcio e allo stesso tempo la delicatezza della favola.

Lo stesso titolo è di per sé così evocativo che non si può fare a meno di sfogliare le pagine per cogliere con lo sguardo attento ogni singolo frammento di un affresco colorato e dalle molte facce. La storia umana si racconta, infatti, non per la linearità del suo procedere ma per i molteplici piani sequenza che intersecano la realtà, l’idealità, i sogni, la bellezza e la bruttezza, i gesti esemplari e i delitti inenarrabili. Cosa hanno visto le rondini di così interessante dunque da attirare l’attenzione di un lettore curioso e farlo partecipe di un’avventura onirica e al contempo pregnante misura di ciò che l’umanità è? Osservano dalla profondità del cielo le azioni dell’uomo, azioni, beninteso, che giocano su più piani, dove le carte vengono rimescolate più volte e il risultato è una sorta di equilibrio che non trova mai il suo punto di appoggio e fa traballare l’uomo che ondeggia per non cadere.

Un viaggio in Terrasanta, all’apparenza normale, si trasforma in un sogno di liberazione. Gabriele e Irene, una giovane coppia, si ritrovano catapultati in una dimensione visionaria attraversando Israele e la Palestina. Da Nazareth a Cafarnao, dal lago di Tiberiade al deserto di Giuda la coppia giunge a Gerusalemme, meta del loro peregrinare, in un susseguirsi di avventure – la cacciata dei fedeli dal Santo sepolcro, la favolosa fuga sul mare di Galilea, strane apparizioni sulla spianata, l’esodo forzato e il controesodo della città vecchia di Gerusalemme. Le rondini seguono i sogni di Gabriele o la realtà di ciò che osserva? E come conciliare la tragica e violenta esistenza tra due popoli in armi o quella mai confessata disparità tra uomini e donne? Le religioni, nella espressione di una trascendenza tutta maschile quanto incidono su ogni nostro comportamento? Le guerre, osservano le rondini, sono sempre condotte dagli uomini. Perché alle donne nessun Dio ha mai dato un libro? Cosa hanno in comune le disuguaglianze che l’umanità stessa crea?

Danzando tra le nuvole le rondini scrutano Gerusalemme con il suo biancore contraddittorio, la sua storia millenaria, i colori e i profumi delle spezie che stordiscono, il dedalo del suk misterioso. Come ogni anno esse ritornano a nidificare chiedendosi se qualcosa nel frattempo è cambiato. Chi ha avuto modo di leggere i romanzi di Iacono, Il bambino senza tempo, Checkpoint Charlie, L’imperfetta bellezza non potrà non aver notato la forza onirica del suo narrare, una forza che nasce dall’incontro con le diverse dimensioni della realtà e in questa esposizione che mischia i generi, in cui le parole si trasformano in immagini e in ironici messaggi, parlarci dell’umanità. Libri da leggere, rileggere e consigliare.

Potete acquistare il libro presso il vostro canale di vendita preferito: Amazon, Mondadori, librerie ecc. oppure ( mio personale consiglio) con lo sconto del 50% sul Website dell’editore www.amason.guru

È un progetto di un libro scritto da tutti quelli che vorranno partecipare partendo da questo mio input che sarà rinnovato con cadenza settimanale. In pratica, chiunque lo voglia, potrà continuare il capitolo come meglio crede usando i commenti su facebook oppure in questo blog. I migliori commenti saranno selezionati per proseguire il libro. Possono partecipare scrittori professionisti ( su’ via, non fate i divi) oppure dilettanti o anche alle prime armi. Non si vince niente “SAPEVATELO” ma una volta terminato il libro sarà pubblicato con i nomi di tutti gli scrittori e il ricavato devoluto a una società di beneficienza da stabilire ( magari insieme?)

By F. Guzzardi

Capitolo 1: Il regista e la commessa

A cosa pensi ora, se pensi ancora a te? Quale pretensione se, ho aggiunto alla borsa della spesa un altro particolare, non poco per chi sta bene, stai bene? Tu, voglio dire, ginnastica artificiale e priva di sudore, pensi di esser mai stata più lontana di adesso? Accendi la luce, sinonimo di aprire la strada o la mente ma, ella mente, disse l’attore che appena sceso dal palco inciampò in un amore. Era chiaro però, che usava chiamare così tutti i battiti del cuore che andavano oltre una certa frequenza, quella che di solito transita fra un cappuccino ed un bacio, fra un addio e una attrazione. Attrare, calamitare, appiccicare, incollare, quale dramma era previsto prima di quella fusione di sguardi? Il regista l’aveva solo immaginata, si, l’ultima scena riesce sempre a tutti perché i muscoli del collo sono sempre più rilassati, come dopo un orgasmo, si riesce a dire cose di una follia inaudita oppure il niente, quasi a meditare sul vuoto. Era vuota anche la vita della commessa che applaudiva alla fine di ogni atto. Spettatrice unica, forse pagante (nel senso che ne soffriva) e rimpiangeva di tutto anche l’ultima visita dal ginecologo, lei che a sguardi non aveva mai tradito nessuno, all’improvviso rivoltò il copione e si mise a piangere, come fanno gli artisti di fronte alla bellezza, perché`, dicono non “esiste niente di meglio che il provare invidia delle opere altrui”. 

Photo by Alberto Bigoni on Unsplash

“Lei mi stupisce, signora, d’altra parte non creda che per il solo fatto di aver pagato un biglietto, le sia consentita la contemplazione. Contemplare è un dono (un altro?) divino. La divinità esiste nella pazzia e quale maggiore follia esiste se non quella che agita il divoratore di palcoscenico?”

Il regista smise di parlare ma anche il fiato della donna si era accorciato, non capita mai,   l’amore di notte, dopo una giornata di facchinaggio e non fu la volta buona neanche quella, tanto che la commessa strinse le gambe dopo aver preso posizione in prima fila. Sapeva già che l’artista, le avrebbe sputato in faccia qualche verso, capita quando sei in prima fila, capita quando paghi il biglietto.  

Era notte fondo poi, come capita spesso nelle storie inventate, la donna si scusò ancora e lo fece con garbo, come conviene sempre, considerata l’ora. “Lei dottore, è un chiaro esempio di talento inespresso”! E lo disse mentre tirava fuori la lingua ma non in segno di scherno e neanche con sottointesi sessuali, solo stava per vomitare a causa del vino a cui non era abituata.  “E lei viene spesso a quest’ora”? chiese il regista imbarazzato, per poi scoppiare in una risata a cui si unì il ghigno della commessa impaurita. 

Eppure, il teatro vibrava di tutto ciò che avrebbe potuto essere. Si ascoltavano in lontananza alcune note di quell’autore alternativo, si, uno di quei musicisti di avanguardia dediti all’alcol e alle donne. Assordante, così come si presentava anche la signora in pelliccia di elefante ( pareva) con brillanti di caviale ( licenza poetica). La cassiera inespressiva masticava un chewing gum.

Picture by Canva

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F. Guzzardi 

Sebbene la maggior parte di noi faccia il possibile, in un dato momento, ci saranno inevitabilmente attimi in cui il nostro io non ideale si rialza di brutto, nonostante i nostri più grandi sforzi, le nostre emozioni ci tradiscono ed i comportamenti reattivi si innescano.
Le parti non proprio belle di noi stessi emergono a dispetto di noi. Sono le tendenze che vivono dentro ognuno di noi, i primitivi istinti di base con cui siamo nati e che presto impariamo essere inaccettabili. Questi includono rabbia, avidità, gelosia, dipendenza, procrastinazione e  altri tipi  di comportamenti autodistruttivi.
Carl Jung si riferiva a questi istinti, o lati oscuri delle nostre personalità, come i nostri sé ombra. Sono stati ritratti attraverso i media nel tempo, nei miti, nei film, nelle arti e nella letteratura greca, e incarnati da personaggi famosi da Darth Vader ad Amleto. “L’ombra non è un errore o un difetto”, affermano Connie Zweig e Steve Wolf, autori di Romancing the Shadow: Illuminating the Dark Side of the Soul. “E` la  parte dell’ordine naturale di chi siamo. E non è un problema da risolvere; è un mistero da affrontare. Ha il potere di connetterci alla piu` profonda immaginazione. “
In qualunque modo chiamiamo queste parti della nostra personalità, la cosa importante da ricordare è che sono solo queste parti. Non sono la somma di chi siamo. Tuttavia, se permettiamo loro di dirottare il nostro lato migliore, hanno il potenziale per sabotare le nostre relazioni, il nostro benessere e, in definitiva, le nostre vite.

La consapevolezza è la chiave

 Il paradosso è che se vogliamo cambiare le cose che odiamo di noi stessi, il sé ombra, dobbiamo prima imparare ad accettarle.
“Abbiamo tutti i nostri lati ombra. Non sono il male “, dice Allan Lokos, insegnante di meditazione e autrice di Patience: The Art of Peaceful Living. “È quando non abbiamo consapevolezza che i problemi sorgono. Solo una volta che siamo consapevoli possiamo cambiare “.

Il punto di partenza per questo cambiamento è la consapevolezza. La consapevolezza del nostro comportamento, senza giudizio o critica severa, è al centro della consapevolezza. “Possiamo osservare le nostre azioni e le nostre parole con consapevolezza”, suggerisce Lokos, “e decidere se causano agio o disagio. Possiamo quindi dire a noi stessi: “Questo tipo di pensiero o di parlare non mi servirà bene. Né servirà a chi mi circonda . Posso fare di meglio.'”
Vivere consapevolmente include essere consapevoli delle parole che usiamo. Le parole sono strumenti potenti. Formano le nostre vite, le nostre relazioni e persino il nostro senso del valore. Prima di parlare, prendi quella pausa sacra e chiediti: quel che sto per dire puo` essere d’aiuto? È il caso di dirlo? In caso di dubbio, non dire nulla. Come Lokos, dice: “Non puoi mettere il piede nella nostra bocca se non è aperta”.
È importante anche notare il nostro parlare di sé in negativo e chiederci quali sono le convinzioni che lo rafforzano. Ciò su cui focalizziamo i nostri pensieri diventa l’inclinazione della mente.

 Auto compassione

La consapevolezza è più che semplicemente essere consapevoli; è consapevolezza con auto-compassione. I componenti di auto-compassione includono la gentilezza verso il sé, l’umanità comune (o vedere le nostre esperienze come parte di una più grande esperienza umana piuttosto che isolata), ed essere consapevoli (piuttosto che sovraidentificarsi con i nostri pensieri o sentimenti).
In poche parole, auto-compassione significa trattare te stesso con la stessa gentilezza e umanità con cui tratterai coloro che ami. Non deve essere confuso con l’egoismo o la mancanza di riguardo per gli altri. Al contrario. Non possiamo avere vera compassione per gli altri se non lo facciamo per noi stessi. Quindi, se una relazione sana è ciò per cui ci battiamo, con noi stessi o con gli altri, la compassione non è negoziabile. Ciò include avere compassione per le parti “peggiori” percepite di noi stessi.

 Auto-perdono

Inestricabile dall’autocompiacimento è l’auto-perdono. Forse più difficile del perdonare le malefatte altrui è perdonare noi stessi. Molti di noi hanno avuto momenti in cui desidereremmo poterci riprendere, quando le nostre emozioni ci tradiscono o le nostre parole vengono fuori con meno tatto che d’abitudine . Possiamo ricordare a noi stessi la nostra comune umanità, che siamo tutti sulla stessa barca. Quando ci comportiamo male, l’auto-perdono non significa che sia giusto ripetere quel comportamento. Tuttavia, come afferma Lokos, possiamo osservare quel comportamento e decidere di fare meglio la prossima volta.

Abbraccia il tuo lato peggiore

È importante tenere a mente che le nostre autovalutazioni negative a volte (se non la maggior parte delle volte) sono meno accurate, poiché tendiamo ad essere i nostri peggiori critici. Sì, di tanto in tanto potremmo usare grosse parole verso noi stessi, ma l’obiettivo è di farlo meno spesso. Se ci vergogniamo e incolpiamo noi stessi ogni volta che ci roviniamo, stiamo compromettendo non solo il nostro benessere emotivo e psicologico, ma anche la nostra salute fisica, perché l’aggrapparci alle lamentele, è correlato ad un più alto rischio di malattia.
Gli esseri umani sono intrinsecamente imperfetti e, come tali, commettono errori. Se non cadessimo sulle nostre facce di tanto in tanto, non cresceremmo. Tutto quello che possiamo fare è vivere le nostre vite con le migliori intenzioni, e quando cadiamo semplicemente ammettiamolo e giuriamo di fare meglio la prossima volta. E ricordiamoci che, in ogni momento, la parte migliore di noi sta facendo il meglio che puo`.

 

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BY
I’M ITALIAN

NON SI TRATTA DI FARE DEL REVISIONISMO, PIUTTOSTO DI ANDARE OLTRE L’AGIOGRAFIA, TENTANDO DI SUPERARE IL MITO A FAVORE DI UNA MAGGIORE CONOSCENZA DELLA NOSTRA STORIA.
LA BIOGRAFIA FIRMATA DA GIANPAOLO ROMANATO NE SVELA L’INTERO PERCORSO UMANO E POLITICO A MOLTI SCONOSCIUTO.
 CHI ERA VERAMENTE GIACOMO MATTEOTTI?

Leggi:

  I’M ITALIAN MAGAZINE

Italy's website that tracks lawmaking is down — and no one knows why
Fonte:  Euronews

By F.Guzzardi

 L’antefatto 

Visto da qui…credo che ci siano gli estremi per una ribellione pacifica e democratica del popolo.
L’Italia e` nelle mani d’incapaci che si sono visti consegnare le chiavi del paese con effetti da fantascienza, portati alla ribalta da un grande uomo di spettacolo, tale Giuseppe Grillo ed una agenzia di marketing la Casaleggio associati. 
Ora, i mezzi utilizzati, sono stati sleali e completamente opposti agli ideali sbandierati,che erano onesta` da un lato e sicurezza (Lega), dati in pasto ad una popolazione con un livello di analfabetismo inferiore in Europa, solo alla Grecia e con  alla testa ( si fa per dire) un capo di stato fantoccio, e due primi ministri da barzelletta.
  
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Adesso, a parte le campagne diffamatorie pianificate dalla Casaleggio associati, ai danni del governo precedente ed in particolar modo di Renzi, bisognerebbe riflettere su come, sia il Pd che il partito di Berlusconi ( secondo me l’unico perdente delle ultime elezioni)  abbiano potuto ignorare o non aver compreso, l’importanza dei socials media. 
Il mondo e` cambiato radicalmente e la politica italiana con propaganda salottiera televisiva, e` stata soppiantata dai socials, dove tutti, dico TUTTI possono dire la loro verita`, che non e` piu` oggettiva ma trasformabile, modellabile, quantificabile e dove le colpe dei propri fallimenti personali, saranno del governo precedente oppure cancellate con un tasto di Facebook

 Il fatto 

La notizia non e` nuova, data del 27 giugno 2018  ma niente e` cambiato in queste ultime ore.
<span title="The Italian official website monitoring the implementation of governmental policies has been offline since the new populist executive came to power, a political association has revealed. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); “>Il sito ufficiale italiano che monitora l’attuazione delle politiche governative è stato offline da quando il nuovo dirigente populista è salito al potere. (Fonte Euronews)

Istituito nell’aprile 2012 dal governo tecnocratico di Mario Monti, il portale pubblico “Ufficio per il programma di Governo dei Ministri” è stato utilizzato dai governi successivi per delineare i progressi delle loro politiche attraverso il processo legislativo.

Personalmente, non so quanti italiani sapessero dell’esistenza di questo portale web. Gli italiani nvece conoscono benissimo tutte le cifre del mutuo della nuova casa di Renzi.

Ufficio per il programma di Governo dei Ministri

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“Dopo l’approvazione delle leggi gli aspetti tecnici, burocratici e pratici cadono sui diversi ministeri che devono decidere su una serie di misure per attuare queste regole”, Daniele De Bernardin di Open Polis, una fondazione di monitoraggio politico in Italia, ha spiegato: “Il problema è che spesso i decreti attuativi hanno una scadenza e il monitoraggio di queste azioni è importante per vedere se una norma è stata implementata o meno. “Questo sito ha permesso, sebbene con limiti, il monitoraggio    del processo legislativo, ma con l’inizio del governo Conte, il sito non è più disponibile”. Questo e` quanto detto da Daniele De Bernardin.  

Parlando ad Euronews lunedì, l’ufficio del Primo Ministro Giuseppe Conte ha affermato che una “riorganizzazione di tutti gli uffici” è in corso e che “ci vorranno alcuni giorni” per rimettere tutto in funzione. Open polis aggiunge su Twitter di non avere “nessuna notizia che altri siti web del Ministero siano offline, in attesa che gli uffici vengano riorganizzati.”  
L’ufficio del sottosegretario di Conte, Giancarlo Giorgetti – una figura potente nel partito della Lega sembra essere ora  il nuovo responsabile del portale ma ha detto che non era a conoscenza del fatto che il sito fosse inattivo e non poteva dire se fosse dovuto a una decisione politica o ad un problema tecnico.

Il
‘registrar” del sito, l’agenzia per l’Italia digitale, ha dichiarato di non essere responsabile per “la manutenzione e il contenuto” del portale. Open Polis ha chiesto al governo di chiarire “perché il sito è offline e cosa intende fare”.La risposta della segreteria del governo e` stata questa: “L’inizio di una nuova legislatura, con un governo nato sulla promessa di realizzare un forte cambiamento, può essere un’opportunità per avviare un vero processo di apertura.” 

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Allora, mi sembra chiaro che, siamo veramente lontani da quella cyberdemocracy immaginata nei primi anni del 2000, e` troppo facile diventare un professionista della provocazione nei socials media, con migliaia di persone al seguito. Quindi la soluzione potrebbe essere la censura del web? Troppo poco etico, bisognerebbe invece sfruttare questa risorsa sociale instaurando delle leggi atte a proteggerla, perche` mi sembra chiaro che servano regole serie e costruttive.


Segnalo una contro manifestazione pro Salvini domani a Roma in Piazza del Parlamento, per chiunque si trovasse da quelle parti, l’evento si chiama:  fermiamolisubito 
il promotore  Gianluca Cicinelli.


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 By F. Guzzardi

The new edition of Huneker’s book that saw his first appearance in 1909, is wholly devoted to those modern poets, philosophers and prose masters whose writings embody the individualistic idea as opposed to altruistic and socialistic sentiments. Amply discussed are Stendhal, whose cult, recently revived on the Continent, is steadily growing; Maurice Barres, French Academician; Anatole France, blithe pagan and delicious ironist; Max Stimer, the forerunner of Nietzsche; The mystics, Ernest Hello new to American readers and William Blake.

Much new historical material can be found in the studies of Charles Baudelaire and Gustave Flaubert. The hitherto unpublished letter of the novelist, along with an original page proof of “Madame Bovary,” corrected by his own hand, will prove of interest to his admirers. That brilliant virtuoso of the French language, J. K. Huysmans, forms the subject of a chapter, while certain phases of Nietzsche, including his famous published biography, “Ecce Homo”, and Ibsen dramas, are also subjects of discussion.
Altogether the book represents the most mature critical and analytical thought of the author applied to some of the most interesting literary characters in the modern Europe of 1909.

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This new edition of the book by James Huneker, reminds us what were the cultural movements of the early twentieth century in Europe. Published by Hoffmann & Hoffmann in versions, digital, hardcover and softcover, for sale in the whole world as well as in Amazon. It is a collector’s book, to be left to the next generations, maybe they will understand the reasons for our successes and our failures, just as we have been inspired for the most part by these great characters, to these superman of art, who knew make our life sweeter, helping us to survive.
F. Guzzardi
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By
F. Guzzardi
Secondo Robert Weiss, psicoterapeuta specializzato in disturbi sessuali e intimi, in molti individui e coppie, la quantità di sesso che hanno (o non hanno) può essere preoccupante.

Molti di loro si chiedono: “Quanto lo sto facendo ora?” E “Quanto sesso dovremmo avere per essere sani e felici?”

Il più delle volte la preoccupazione espressa, tranne che nei casi di compulsività sessuale, è che l’individuo o la coppia non sono sessualmente appagati. Ma qualunque sia la paura, che sia troppo o meno, le persone che pongono queste domande in genere sentono una notevole quantità di stress e ansia per ciò che considerano una vita sessuale potenzialmente malsana.

Cosa è sano?

Questa è una domanda un po pesante. Se questa richiesta la rivolgiamo a Google, otterrai una serie incredibile di risposte. Alcuni dei dati più metodicamente ottenuti (e quindi i più verosimilmente corretti) sono forniti dalla General Social Survey, che ha monitorato i comportamenti sessuali (americani nel nostro caso) dall’inizio degli anni ’70. Il GSS suggerisce che le coppie sposate facciano sesso circa 58 volte all’anno. Ma questo numero non considera l’età della coppia o per quanto tempo sono stati insieme. In altre parole, questa statistica non distingue tra persone di 20 anni e anziani, o persone che si sono appena sposate e coloro che sono stati insieme per mezzo secolo. Altre informazioni fornite dal GSS suggeriscono in modo più utile che le coppie di ventenni hanno sesso in media 111 volte all’anno, e che la frequenza del sesso diminuisce di circa il 20% ogni decennio con l’invecchiamento delle coppie.

Adesso starete contando decenni e percentuali sulle dita della mano, sono sicuro. Dopotutto, siamo umani e questo problema, nonostante la mia eta` avanzata, mi preoccupa non poco.

Sfortunatamente per coloro che cercano risposte accurate sulla “normalità”, anche i dati GSS potrebbero essere fuorvianti, come discusso in un articolo del New York Times del gennaio 2015 di Seth Stephens-Davidowitz.

Lui ha analizzato i dati del General Social Survey, un classico sito di ricerca. Uomini eterosessuali di età superiore ai 18 anni affermano di avere una media di 63 atti sessuali all’anno, utilizzando un preservativo nel 23% di loro. Ciò comporta oltre 1,6 miliardi di usi condom eterosessuali all’anno. Le donne eterosessuali affermano di avere una media di 55 atti sessuali all’anno, usando il preservativo nel 16% di loro. Ciò equivale a circa 1,1 miliardi di usi condom eterosessuali all’anno. Chi sta dicendo la verità, uomini o donne? Nessuno dei due. Secondo Nielsen, meno di 600 milioni di preservativi vengono venduti ogni anno.

Quindi: Apparentemente le persone tendono a mentire quando gli viene chiesto del sesso, anche quando vengono intervistati da ricercatori scientifici anonimi come quelli impiegati dal GSS. Chi loavrebbe mai immaginato?

Il mio punto è che “il numero medio di incontri sessuali” fornito anche dal GSS può essere estremamente impreciso e probabilmente distorto. In altre parole, la maggior parte delle persone non fa sesso quasi quanto vorrebbe che gli altri pensassero che lo facessero.

Quindi, ancora, cosa è normale? Forse il più recente Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (comunemente indicato come DSM-5) – il libro che funge da “bibbia diagnostica” dell’Associazione Psichiatrica Americana – può chiarire le cose per noi.
 Il DSM-5 elenca due disturbi legati alla mancanza di attività e / o interessi sessuali, uno per ogni genere. Le donne potrebbero avere disturbo dell’eccitazione; e gli uomini, disordine sessuale da desiderio sessuale ipoattivo. È interessante notare che i criteri diagnostici per i due problemi sono estremamente simili. (Quindi perché due?) Essenzialmente, sia maschi che femmine, la mancanza di attività o interesse sessuale è patologizzata se e quando:

    Il disinteresse sessuale dura per sei mesi o più.


    Il disinteresse sessuale causa un significativo disagio all’individuo: stress, ansia, depressione, paura, ecc.
    Il disinteresse sessuale non è attribuibile a un fattore esterno come l’abuso di sostanze, gli effetti collaterali del farmaco, una condizione medica o un grave trauma relazionale (come accade con la violenza domestica, ad esempio).

Si noti che anche il DSM-5 non dà un numero specifico di incontri sessuali che rende una persona sottosviluppata. Quindi, in termini di conoscenza di quante persone del sesso dovrebbero (o non dovrebbero) avere, il DSM-5 non è molto utile. Né dovrebbe essere, perché la frequenza sessuale è una preferenza individuale. Una persona potrebbe fare sesso due o tre volte alla settimana e sentire che dovrebbe farne di piu`, mentre un’altra persona potrebbe fare sesso una volta ogni luna piena e sentire che è più che sufficiente.

Nessuna delle due persone dovrebbe essere patologizzata per questa differenza.

Il punto che sto cercando di fare qui è che in entrambi i casi – molto sesso o molto poco – non c’è bisogno di farsi prendere dal panico. Sì, potresti fare sesso molto più spesso di quanto pensi sia normale (qualunque cosa sia), ma questo non ti rende ipersessuale, né fare sesso raramente (o non farlo affatto) ti rende clinicamente sottodimensionato e bisognoso di un trattamento psicoterapeutico . Se uno di questi due estremi ti sta causando un disagio significativo, ovviamente, e se ascoltare i fatti sulla frequenza sessuale (come sono) non aiuta ad alleviare il tuo disagio, potresti voler cercare assistenza professionale. D’altra parte, se la semplice constatazione che tu sei probabilmente più “normale” di quanto pensassi diminuisca lo stress e l’ansia, allora dovresti procedere di conseguenza.
Un fattore globale che la scienza sta appena iniziando ad esplorare è la differenza tra l’eccitazione sessuale fisica e il desiderio di fare sesso. Fino a poco tempo fa, si pensava che se gli uomini e / o le donne stavano vivendo l’eccitazione sessuale, allora avrebbero anche voluto e probabilmente fare sesso. Ora stiamo scoprendo che questo non è il caso, in particolare per le donne, che, in generale, hanno bisogno di sentire non solo l’eccitazione fisica, ma una connessione emotiva prima che desiderino pienamente il sesso. In altre parole, l’eccitazione fisica non è sempre sufficiente.

E in verità non sono solo le donne che hanno bisogno di una connessione emotiva per poter completamente desiderare e godersi il sesso. Anche molti uomini lo fanno. È interessante notare che questa realizzazione ha recentemente generato un nuovo genere di identificatori della sessualità. In questi giorni, le persone non si identificano semplicemente come etero, gay, lesbica o bi; abbiamo anche etichette mutevoli come demisessuali e grigi-asessuate. (Nel caso ve lo stiate chiedendo, i demisessuali dicono che raramente sentono il desiderio sessuale, e quando lo fanno è solo nel contesto di una stretta relazione, mentre i grigi-asessuali fluttuano tra l’asessualità e un livello più normale di interesse, qualunque cosa sentano normale potrebbe essere.) Indipendentemente dalla terminologia, ci sono un numero crescente di persone che accettano liberamente che è perfettamente ok di avere poco o nessun interesse per l’attività sessuale. In altre parole, capiscono e accettano che è solo quando la mancanza di sesso sta causando un disagio significativo a una persona e / o al suo partner romantico che diventa problematico.

Allora, dove ti poni nello spettro sessuale? E la risposta è davvero importante?

La semplice verità è che la sessualità umana taglia un ampio margine in termini di ciò che le persone amano fare, quanto spesso gli piace farlo e con chi a loro piace farlo (se c’è qualcuno). Inoltre, questi desideri, specialmente in relazione alla frequenza sessuale, possono essere significativamente influenzati da tutti i tipi di fattori interni ed esterni – età, salute fisica, benessere psicologico, intimità emotiva, farmaci, abuso di sostanze, dolore, lavoro, stress finanziario, ormonali squilibri, ecc.Detto questo, è più facile capire che non esiste una norma quando si tratta della quantità di sesso che dovresti avere.
Se sei a tuo agio con la quantità di sesso che stai avendo, allora stai avendo la giusta quantità di sesso, anche se la quantità di sesso che stai avendo è poca o niente affatto.
Proprio come le persone possono essere eterosessuali, omosessuali o bisessuali, possiamo anche essere ipersessuali, asessuali, demisessuali, grigiosi asessuati o qualsiasi altra cosa. E non c’è niente di intrinsecamente sbagliato in tutto questo. Finché la tua attività sessuale (o la sua mancanza) non ti sta causando stress e ansia, diminuendo la tua autostima, nuocendo agli altri, infrangendo la legge o causando problemi nelle tue relazioni o creando conseguenze negative sulla vita, non devi preoccuparti. Dovresti anche capire che, se sei ancora preoccupato per la tua mancanza di attività sessuale, molte volte l’ipoesessualità è un problema medico che può essere trattato con vari farmaci e / o lubrificanti. E nei casi in cui il problema non è di natura fisica, ci sono molti terapeuti specializzati nell’aiutare le persone a guarire da problemi sessuali. 

Grazie al Dottore Robert Weiss  ed all‘associazione americana di educatori, consulenti e terapisti di sessualità, eccellente fonte di riferimento.)

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F. Guzzardi
In questo periodo di scarsa conoscenza  e grande improvvisazione, la politica ( non solo italiana) si nutre di fake news. In genere finiscono con un ” fatela girare, devono saperlo tutti oppure le televisioni non ne parlano.”
Una fra le tante fake news in voga e` lo stipendio del politico italiano, percepito come il piu` alto del mondo. Mi e` venuto in mente proprio ieri mentre parlavo con il mio amico Antonio, sostenitore del baraccone M5S che, insisteva nel dirmi come i politici italiani fossero i piu` pagati al mondo. In realta, basterebbe fare una semplice ricerca online, in website seri ( come capire che sono seri, ve lo spiego alla prossima) per capire che in realta` si tratta di una fake news.
Prendiamo una delle cariche piu` alte e piu` contestate, il primo ministro, 2017 Salario annuale del primo ministro Italiano: $131,608, Irlandese: $ 209.000, Inglese: $ 214.000, Lussemburgo $ 340.000, solo per citarne alcuni. Altra fake news, “Guadagna piu` del presidente degli Stati Uniti” $ 400.000.
Ecco invece la classifica mondiale degli stipendi dei leaders piu` pagati, da considerare il costo della vita nei singoli paesi e la soglia di poverta` che varia a secondo del paese:

1. Lee Hsien Loong (Singapore): $1,700,000 2. CY Leung (Hong Kong): $530,000 3. Barack Obama (United States): $400,000 4. Tony Abbott (Australia): $345,000 5(t). Michael Higgins (Ireland): $340,000 5(t). Xavier Bettel (Luxembourg): $340,000 7. Jon Key (New Zealand): $290,000 8. Angela Merkel (Germany): $283,608 9. Jacob Zuma (South Africa): $273,676 10. Justin Trudeau (Canada): $257,700  
 
// Bisogna pero` dire che questo tipo di notizie ( vere) non attirano l’attenzione di un pubblico di media cultura, una notizia per essere tale deve essere eclatante, deve suscitare sdegno o comunque un qualche  sentimento di rivalsa. Ecco perche` il falso attira piu` del vero. La realta` deve superare la fantasia ma non e` cosi`, quindi la modifichiamo.
In occasione delle nuove elezioni politiche in Italia, sono nati una raffica di partiti basati sul concetto del populismo ad oltranza ed ecco fiorire nomi di partiti improbabili come: “Liberi e Uguali, Potere al Popolo, etc.” Questo dimostra come il fantastico sia alla base della speranza.
Alcuni anni fa Mario Monti si presento` con un governo di tecnici per mettere una pezza ai danni causati dal governo di centro destra. Si presento` dicendo : “C’e` bisogno di sudore, sangue e sacrificio.” Qualsiasi esperto di marketing avrebbe gridato all’orrore ma il motivo per cui Monti aveva pronunciato quelle parole era semplice, aveva detto una cosa reale, la sua Ministra del lavoro giustamente propose una legge su basi reali e necessari ma ancora una volta fece una cosa logica, quasi elementare se vogliamo.
Allora perche` questo insuccesso popolare, perche` la gente continua ancora ad odiarli? Semplice, non essendo politici di un partito, avevano trascurato una cosa essenziale, il marketing! Ma il marketing ha bisogno di una cosa essenziale: il sogno! Se togliamo questa parte primordiale da un progetto di qualunque tipo, il progetto perde consensi, ed in un programma ( come quello politico) i consensi sono essenziali per la sua riuscita. Quindi ancora una volta riveniamo alla fake news che e` parente stretta del sogno, se la realta` non e` cosi`. allora la cambiamo noi a nostro piacimento.
Ecco allora che la colpa della nostra mediocrita`, sono gli immigrati, i politici, mentre i nostri alleati saranno quelli che confermeranno cio` che penseremo.
Allora aspettiamo di votare sognando che il nostro partito vincera` e ci saranno feste e balli per le strade, lavoro facile per tutti, case e migranti invisibili, vacanze e figa gratis e se questo non accadra`? Pazienza, ne inventeremo una nuova per poter sognare ancora, fino alla fine, perche` siamo niente senza sogni, senza desideri, senza speranza, anche se artificiali, lasciateci qui assopiti e non ci svegliate.

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