F.Guzzardi

Blog di inutili conseguenze e fatti casuali su contesti allegorici

“Era un sabato, il 2 agosto 1980 alle 10:25 alla stazione ferroviaria di Bologna Centrale.”

By F. Guzzardi

Non mi sembrava lecito ricordare questa data nel giorno dell’anniversario e non so neanche se qualche media ne abbia segnalata la ricorrenza. Poco importa. Mi è saltato fra le mani e la tastiera questo pensiero, mi è capitato per caso ma, in fondo niente accade per caso.

La Notizia

La strage di piazza della Loggia è stato un attentato terroristico fascista compiuto il 28 maggio 1974 a Brescia, nella centrale piazza della Loggia. Una bomba nascosta in un cestino portarifiuti fu fatta esplodere mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista. L’attentato provocò la morte di 8 persone e il ferimento di altre 102.

Dopo molti anni di indagini, depistaggi e processi, vennero riconosciuti colpevoli e condannati alcuni membri del gruppo neofascista Ordine Nuovo; quali esecutori materiali vennero riconosciuti Maurizio Tramonte (condannato in appello, in qualità di “fonte Tritone” dei Servizi Segreti Italiani), assieme ai già detenuti Carlo Digilio (addetto agli esplosivi) e Marcello Soffiati (il quale ha trasportato l’ordigno). Come mandante è stato condannato, in appello, il dirigente ordinovista Carlo Maria Maggi. Gli altri imputati, tra cui Delfo Zorzi, il generale Francesco Delfino e l’ex segretario del MSI e fondatore del Centro Studi Ordine Nuovo Pino Rauti furono assolti.

È considerato uno degli attentati più gravi degli anni di piombo, assieme alla strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969 (17 morti), alla strage del treno Italicus del 4 agosto 1974(12 morti) e alla strage di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti).

Ipotesi ufficiali

Nell’immediatezza dell’attentato la posizione ufficiale del governo della Repubblica Italiana, allora presieduto da Francesco Cossiga, sulla base dei primissimi rilevamenti della Polizia di Stato fu quella dell’attribuzione dello scoppio a cause fortuite, ovvero all’esplosione di una vecchia caldaia sita nel sotterraneo della stazione. A seguito dei rilievi svolti e delle testimonianze raccolte sul posto apparve chiara la natura dolosa dell’esplosione, rendendo palese una matrice terrorista; ciò contribuì a indirizzare le indagini nell’ambiente del terrorismo nero.

Molti anni dopo, ricordando l’ipotesi della caldaia, il magistrato Libero Mancuso disse in un’intervista televisiva che i depistaggi erano già iniziati pochi minuti dopo la strage. Ciò fu particolarmente grave perché, essendo esclusa nelle prime ore l’ipotesi di un attentato, gli esecutori poterono dileguarsi indisturbati. L’Unità, nell’edizione del giorno dopo alla strage, basandosi su una presunta rivendicazione da parte dei NAR, sostenne l’idea della matrice neofascista dell’attentato. Infatti ci furono da subito alcune rivendicazioni prima da parte dei NAR con una telefonata risultata partita da una sede fiorentina del SISMI, poi dalle Brigate Rosse, seguite da altrettante telefonate di smentita da parte di militanti dei due gruppi terroristici, fatti che contribuirono a creare depistaggio.

Due giorni prima della strage il giudice istruttore bolognese aveva depositato l’ordinanza di rinvio a giudizio dei neofascisti toscani accusati della strage dell’Italicus. Anche questa circostanza indusse ad avviare le indagini all’interno dell’area del terrorismo nero. Il 22 agosto un rapporto della DIGOS, che conteneva documenti come i «fogli d’ordini» di Ordine Nuovo e La disintegrazione del sistema di Franco Freda, avvalorò la necessità di indagare negli ambienti neofascisti.

Incriminati

Ora, i soli imputati incriminati furono gli esecutori materiali di un piano che era sicuramente molto piu` grande di loro.

Valerio Fioravanti

Francesca Mambro

Gilberto Cavallini

L’incriminazione e la condanna dei tre esecutori neofascisti si basò principalmente sulla testimonianza del criminale comune Massimo Sparti e del militante di destra Luigi Vettore Presilio, entrambi ex simpatizzanti del gruppo terroristico di estrema destra Ordine Nuovo (Sparti fu vicino anche alla Banda della Magliana, per la quale compì numerosi reati). Vi furono poi collaboratori di giustizia che riportarono affermazioni – allusive alla strage – di Fioravanti e di Ciavardini, ad esempio quella in cui quest’ultimo consigliava a un’amica di non prendere il treno il 2 agosto.

Dunque, non serve neanche ricordare anzi, verebbe quasi da dimenticare, per sempre. Gli anni di piombo sono stati il periodo piu nero della storia Italiana del dopo Mussolini. E mi rallegrano questi giorni di vuoto intellettuale, questa epoca del nulla in cui stiamo sguazzando con disinvoltura. Molto meglio di falsi ideali ormai smitizzati e messi a nudo. Dalle lotte comuniste e di quelle fasciste, unite da sempre dai crimini commessi ai danni dell’umanita` intera.

A volte tu lo sai, ci si cerca invano o si perde la voglia di cercare.

A volte tu lo sai, siamo prede di inutili circostanze, fraintese gesta.

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Ho letto ancora oggi il tuo ultimo messaggio e sono passati già due anni, sono passati sopra il mio corpo e sui miei pensieri. Non è successo niente che non avessimo previsto…sì anche quei cosi lì…che governano. Mi avevi preannunciato alcune cose che volevi chiedermi ed io aspettavo, poi niente.  Allora ti ripeto, non è successo niente che non avessimo previsto…tranne il tuo silenzio, la mia disillusione, la rabbia di ciò che hanno fatto del nostro paese ma in fondo non riesco neanche a comprendere quale sia il mio paese. 

Non ho scritto più niente sulla mia bacheca, almeno, niente di importante. Il mio romanzo era mediocre ma tu ne tessevi le lodi mentendo. Mi iscrivesti anche ad un concorso di poesie, a mia insaputa, per una stupidaggine che avevo scritto nei socials, rischiammo anche di vincere.

 A volte tu lo sai, perdiamo il senso del reale o ci allineiamo, lo facciamo per sopravvivere o per perdere di vista i nostri dolori. 

A volte tu lo sai, non sappiamo da che parte uscire e facciamo i conti con la gente che fuori continua a mentire, quasi come fossimo sempre dietro un computer. 

Oltre a queste banalità ho da dirti alcune cose che mi sono tenute dentro per un po` e aspettavo il momento giusto per parlarne con te. L’importanza dell’avere ragione o torto in ogni circostanza è relativa al nostro concetto di giusto o sbagliato, cotto o crudo, bello o brutto. La realtà non esiste! Il mondo non è bello o brutto ma è così com’e`. Il bene non vince sul male perché` sono due condizioni relative alla nostra cultura, al massimo pareggiano! 

Eppure, l’evidenza ci sfugge, le religioni offendono profondamente il nostro conscio ma gratificano l’inconscio, tenendolo servo.   

A volte tu lo sai, abbiamo bisogno di allinearci, allora siamo tutti comunisti perché come diceva Gaber… ma se non lo sei, allora sei fascista, se non sei vegano, sei carnivoro oppure Juventino o peggio ancora Fascista! Già, ci sarebbe da riflettere anche sulla sfortuna che hanno avuti i Fascisti nell’aver perduto la guerra, sono passati dalla parte sbagliata mentre i vincitori Russi che ancora oggi sono sotto una dittatura mal celata, riescono ad essere pure simpatici! Bellissima Cuba con le sue spiagge di aragoste e puttane minorenni! Il delirio però sta negli opposti, non sei comunista quindi sei fascista. Ed invece avremmo voglia di dire: “Aspetta, io non sono! Semplicemente non sono! Ci sarà un’alternativa a questo gioco dei buoni e cattivi?

A volte tu lo sai, avremmo bisogno di osservare. Mi manchi un po’ ma non è importante, siamo scampati ad altri dolori noi che viviamo nel mezzo, in bilico fra sogno e realtà.

Caro Fabrizio, ti scrivo con ritardo, ma esigenze familiari mi hanno impedito sia di leggere il libro che di scriverti. 

Che dire ? L’argomento di per se è stato affrontato in tante occasioni ma a me sembra che la formula adottata in “ 26 giorni “ sia decisamente originale. Il confronto con le filosofie ( non le chiamo religioni perché non lo sono per come noi le intendiamo ) orientali sia estremamente attuale e sempre stimolante momenti di riflessioni. Ottima l’introduzione che sinteticamente ed esaustivamente concede un piacevole accesso alla lettura. Mi viene in mente un libro che lessi una trentina di anni fa dove un filosofo proponeva un confronto fra Freud e il Buddha sulle tematiche esistenziali fondamentali per l’uomo. Purtroppo non ricordo ne l’autore ne il titolo ma lo sto ricercando per mandartelo. In sintesi un libro da consiliare anche se occorrono alcuni presupposti per coglierne il significato insito nella narrazione.

Ora ti saluto e ti auguro serene festività. A sentirci presto.

Ciao Luigi, Dovunque tu sia.

F. Guzzardi

By Michele Iacono

La vita è tutto ciò che ho

“ Accendi la luce”, disse l’attore appena sceso dal palco. Con un clic la saletta si illuminò di una luce blanda. Lo sguardo si posò su una sciarpa abbandonata su una poltrona in seconda fila; riusciva ad avvertire il profumo di bergamotto. L’attore si toccò il sopracciglio; pensava ancora a lei. Se n’era andata dopo il litigio e non le era corso dietro. Chissà cosa faceva in quel momento, a chi stava pensando: osservare la sciarpa violacea gli fece fremere il cuore che accelerò i battiti.

Serrò le labbra in un moto di stizza avvicinandosi a quel pezzo di stoffa, allungando la mano, portandosela alla bocca respirandone il profumo. In quel momento si sentì ridicolo con la calzamaglia nera, attillata, il trucco da Pierrot sul viso, un biancore non proprio cristallino e una finta lacrima disegnata che scivolava lenta ma impedita perché non vera.

Un disegno e nulla più su una faccia espressiva per mestiere. Attrarre, calamitare uno spettatore su di un punto focale non è poi così difficile se si è bravi e in un dramma classico trovi la chiave per incanalare le emozioni di cui tutti noi siamo insieme spettatori-attori della nostra storia. Ma lui di cosa era protagonista? Provò a ridere pensando ai tanti palchi della vita dove trascorreva il suo tempo. Lei, Gioia, l’aveva avvertita quella sua doppia natura? Sì, credeva proprio di sì. Non sarebbe andata via altrimenti.

Due storie simili in fondo, quella del regista e della sceneggiatura della sua commedia e poi la sua, non sapeva se inserirla in un dramma o in una amara commedia. Forse le storie si assomigliano tutte a ben pensarci. Si ama e si odia con lo stesso fervore. Il regista la sua commedia l’aveva immaginata, anche la scena finale e con ottimi risultati, ciò che si chiedeva mentre portava la sciarpa odorosa al naso, cosa ne fosse della sua vita, non quella costruita sul palcoscenico ma l’altra, quella di tutti i giorni, con i suoi alti e bassi, le risate e i dolori, il lavoro e le difficoltà a guadagnare i soldi per poter mangiare. Sulla scena non si mangia mai, nessun spettatore ascolterà il rumore dello stomaco. O dramma o commedia, lo spettacolo va avanti, ma come? Un teatro vuoto fa uno strano effetto. Si avverte una sorta di silenzio particolare, irreale; persino il profumo di bergamotto che impregnava la sciarpa riusciva fastidioso in quell’istante. Gli venne in mente una giovane che qualche giorno prima aveva applaudito con veemenza alla fine di ogni scena e si alzava in piede in una esplosione di gioia. Sì, come la sua Gioia che lo aveva abbandonato, lasciandogli una fascia per ricordo. La giovane entusiasta si era fermata dopo lo spettacolo, aveva voluto conoscere gli attori, il regista, gli attrezzisti. Si presentava a teatro anche durante la settimana, spettatrice unica e chissà se qualche volta non le abbiano fatto pagare il biglietto visto l’assiduità e la passione con cui viveva quell’esperienza. Forse voleva diventare attrice? Chissà. Aveva chiesto la possibilità di leggere il copione e il regista, colpito dalla richiesta, orgoglioso gliene aveva fatta avere una, con l’impegno, aveva detto: “che gliela riportasse”.


Intanto Gioia era andata via e l’attore non si decideva sul da farsi e gli veniva in mente la giovane entusiasta, qualcosa nel suo cervello non doveva funzionare. Rimanere lì tra le poltrone e il palco lo rassicurava, una sospensione voluta di cui lui era ben consapevole. Non decidere è sempre una ottima scelta. Talvolta il tempo lavora a favore, non sempre si disse. Magari a mente fresca Gioia avrebbe potuto ripensarci, ritornare. Magari in quel momento lo stava aspettando. In fondo non costava nulla andare da lei, suonare il campanello, aspettare che aprisse e darle un bacio e perché no, fare l’amore, così su due piedi per poi abbracciarsi e guardandosi negli occhi perdonare se stessi. Gioia di cosa doveva farsi perdonare? Alzando lo sguardo, l’attore, indirizzò gli occhi verso il fondo del teatro dove spesso si andava a sedere la giovane entusiasta (perché in quel frangente gli ritornava alla mente la ragazza?) . Ricordava con un certo stupore, circa due settimane prima, che si era presentata un pomeriggio, voleva restituire il copione e ad accoglierla fu proprio lui, in un accesso di commozione si era messa a piangere, tra le lacrime aveva detto: “Non esiste di meglio che il provare invidia delle opere altrui” per aggiungere subito dopo “non io ovviamente, ma i tanti altri vostri colleghi. Il vostro teatro è così affascinante che solo ora mi rendo conto di quanta invidia riusciate a provocare”. Quel pomeriggio era libera dal lavoro, confesso di essere una commessa di una boutique ma il suo grande sogno era di calcare le scene, recitare, qualunque personaggio anche minore, anzi, decisamente minore, sapeva che non si diventava una buona professionista dall’oggi al domani, ci avrebbe messo impegno, avrebbe sudato le proverbiali sette camice, incurante dei tempi e, forse, dei mille rimproveri per non aver saputo dare un tono giusto alla battuta, oppure di aver dimenticato una battuta, o di non essere riuscita a trovare i tempi giusti… Abbassò gli occhi, le guance si colorarono e stropicciò la copertine del copione. Lui era scoppiato a ridere non riuscendo a frenare quell’esondazione che traboccava passione da ogni poro. Le aveva detto: “Signorina, non crede che il solo fatto di aver pagato il biglietto la possa proiettare direttamente sulle scene?”


La giovane era avvampata, si mortificò cercando giustificarsi, non voleva che la considerasse una squinternata ragazzina che si era messa in testa chissà cosa. Provò a chiedere scusa e dire che il teatro era tutto per lei. Poi era scappata via. Anche Gioia era andata via. Sul palcoscenico si resta solo il tempo del dramma o della commedia. Tutti noi vorremmo vivere così, interpretare una parte e poi andare via. 
La divinità si offre sulla scena esattamente tra un inizio e una fine fissata da un regista celeste? Contemplare è un dono (un altro?) divino. “Pura follia, mio caro, pura follia!” dice l’attore sul palcoscenico, parole non sue ma dello sceneggiatore e che un regista organizza con tecniche di rara bellezza, movimenti coreici, musiche leggiadre o cupe… per davvero un dio sospinge un soffio aureo in quella testolina umana che cerca un’immagine di un mondo perfetto da rappresentare? Quale magia profonde dalle parole di un vate e toccano il cuore di chi ama ascoltare la voce cosmica di una verità mai sentita?


“ Allora, andiamo? Cosa aspettiamo” Aveva gridato l’elettricista.
L’attore si ricordò di essere rimasto imbambolato sul proscenio e si mise a ridere. 
“ Sì, vado, vado,. Il tempo di struccarmi e cambiarmi d’abito” aveva detto.
Uscì dalla porticina di servizio notando un gruppetto di giovani, maschi e femmine, anche i maschi avevano i capelli lunghi, jeans a zampa d’elefante, qualche camicia fiorata. Portavano dei cartelli con su scritto “Via gli americani dal Vietnam”, “Peace”. A dir il vero non gli piaceva molto quella indistinzione nei sessi, quel sentirsi senza regole, quell’amore che a parole esprimevano. I giovani contestatori volevano cambiare il mondo! Gli davano l’idea di quattro sfigati e figli di papà come se ne trovano sempre in ogni generazione di passaggio. Quegli anni sessanta proprio non li capiva. Cosa volevano tutti? Finalmente la nazione iniziava a ritrovare se stessa dopo la guerra. Anche l’economia era parecchio migliorata e Milano si era riempita di dialetti che lui non aveva mai sentito prima. Arrivavano a frotte, ondate migratorie che affollavano la città rendendola più caotica, ancora più frenetica. La ricchezza, si diceva, doveva portare benessere ed eccoli lì finalmente, tutta quella gente dalla faccia abbronzata, capelli scuri, valigie di cartone riempiere le periferie, gli scantinati, le cantine, le casematte dei soldati, gli abbaini, le soffitte. All’attore tutto quel movimento non piaceva, qualche giorno prima, sul tram aveva incrociato una famiglia, un padre una madre e tre figliolette, puzzavano ancora di un acre olezzo dell’odore del treno e si era dovuto spostare per non sentirlo. Si sentì chiamare e distolse lo sguardo dal gruppo dei giovani per vedere chi fosse. 
I ncrociò lo sguardo del suo regista, Emanuele Trevi che lo guardò di sottecchi, aveva scosso la testa, scappandogli un sorrisetto. Disse che aveva visto Gioia andar via. Gli mise un braccio attorno e senza tanti preamboli, ridiventando serio esclamò:
“ Quando metti la testa a posto? Come puoi farti scappare una ragazza straordinaria come Gioia. Se avessi dieci anni meno ti farei vedere io. Ma cosa ci trova in te non lo capirò mai. Sarai pure un bravo attore ma te lo devo dire con tutto il cuore e l’amicizia: fai schifo come uomo! Non fai altro che andare appresso a tutte le gonnelle che ti passano sotto l’occhio, sembri un assatanato del sesso e non ti accorgi dei sentimenti delle persone. Puoi buttare via i tuoi migliori anni dietro a delle puttanelle che non valgono l’unghia di Gioia? È ora di smetterla con questa pruderia adolescenziale, i sotterfugi, le scappatelle come se nella vita non ci fosse altro! Mi Ascolti quando ti parlo?” 
“ Sì, sì” ebbe a dire, in effetti sembrava scosso dalle parole dell’amico regista, come se fosse stato colto a rubare una mela o colto in flagranza di reato dietro un cespuglio, senza mutande in compagnia di una ragazzetta.


Aldo Fioravanti, l’attore, si toccò la fronte, intimidito e sembrò per un attimo che volesse versare delle lacrime, tant’è che il regista sbottò.
“ Mai fidarsi delle lacrime di un’artista!”
“ Non sto recitando!” disse arrabbiandosi Fioravanti.
“ Tu, menti a te stesso, questa è la verità! Hai avuto pure il coraggio di infilarmi nel camerino una commessa! Non ti vergogni di nulla, dunque. Con chi credi di avere a che fare! Pensi forse che sono così sensibile alle grazie di una donna e che mi basti che allarghi le gambe per invogliarmi? Mi auguro che non sia stato tu a suggerirle di fare in quel modo. L’ho dovuta cacciare in malo modo. Dimmi sei stato tu a consigliarle di fare in quel modo?”
Ma no, ti giuro… non credere. Volevo solo aiutarla, ecco darle una piccola spinta, tu sei un regista avresti potuto consigliarla, guidarla….”
“ Finiscila, con me non attacca… se qualche anno fa abbiamo fatto bisboccia non significa affatto che oggi la cosa possa funzionare. Devi fartene una ragione… e poi la finisci di infastidire anche Carlotta? Sì, è venuta da me a lamentarsi, insomma, non riesci a star lontano dai guai.”
“ Non credere a quelle che dice, è gelosa di me, della mia arte…”
“ La devi finire tu. E non darti troppo arie, nessuno è indispensabile!”
Queste parole colpirono Aldo Fioravanti. Si blocco. Girò la testa a guardare l’amico regista. Le pupille si ingrandirono. Per un attimo si colse un moto di paura nel bel volto di Fioravanti. Poi tornò in sé chiedendogli cosa volesse dire esattamente.


“ Che mi sono scocciato dei tuoi comportamenti, che non voglio coprirti più… e ho deciso che alla fine del mese si interrompe il nostro sodalizio, con la fine della stagione le nostre strade si dividono.”
“ Non puoi dire sul serio, dopo tanti anni di lavoro insieme non puoi dirmi questo… posso cambiare se qualcosa del mio comportamento non ti va ma non puoi dirmi, da domani non reciti più!”
“ Invece è proprio così e non è solo per il tuo comportamento. Ho deciso di fare altro nella mia vita, le cose stanno cambiando non te ne sei accorto? Il mondo sta cambiando? Dove vivi? Non avverti nell’aria qualcosa di nuovo e che ci cambierà tutti? Siamo di fronte a qualcosa di strepitoso, di sconvolgente, anche questa città, l’Italia, il mondo intero si sta trasformando. Il teatro che tu e io abbiamo fatto finora non ha più senso, le stesse parole non hanno più senso. Guardati attorno, ti pare mai possibile che sia tutto immobile? Guarda quei giovani, guardali per favore, sono liberi, si sentono liberi, non vogliono più vivere come hanno vissuto i loro genitori. Se ne fregano di ciò che è stato il passato. C’è un mondo in movimento ed io voglio seguirlo. Forse è bene anche per te provare a osservare la nostra vita con occhi nuovi. Cambiare vita, persone ti aiuterà.”
“ Stai scherzando, dimmi che stai scherzando…”
“ No Aldo, non scherzo affatto, a fine mese ognuno prenderà la sua strada. Fattene una ragione.” 

libro

“La Storia di Noi”

Il regista e la commessa prima parte by F. G.

È un progetto di un libro scritto da tutti quelli che vorranno partecipare, partendo da questo mio input che sarà rinnovato con cadenza settimanale. In pratica, chiunque lo voglia, potrà continuare con il capitolo come meglio credo usando i commenti su facebook oppure in questo blog. I migliori commenti saranno selezionati fra i vostri commenti, per proseguire il libro. Possono partecipare scrittori professionisti ( su via non fate i divi) oppure dilettanti o anche alle prime armi. Non si vince niente “SAPEVATELO” ma una volta terminato il libro sarà pubblicato con i nomi di tutti gli scrittori e il ricavato devoluto a una società di beneficienza da stabilire ( magari insieme?)

A cosa pensi ora, se pensi ancora a te? Quale pretensione se, ho aggiunto alla borsa della spesa, un altro particolare, non poco per chi sta bene, stai bene? Tu, voglio dire, ginnastica artificiale e priva di sudore, pensi di esser mai stata più lontana di adesso? Accendi la luce, sinonimo di aprire la strada o la mente ma, ella mente, disse l’attore che appena sceso dal palco inciampò in un amore, era chiaro però, che usava chiamare così tutti i battiti del cuore che andavano oltre una certa frequenza, quella che di solito transita fra un cappuccino ed un bacio, fra un addio e una attrazione. Attrare, calamitare, appiccicare, incollare, quale dramma era previsto prima di questa fusione di sguardi? Il regista l’aveva solo immaginata, si, l’ultima scena riesce sempre a tutti perché i muscoli del collo sono sempre più rilassati, come dopo un orgasmo, si riesce a dire cose di una follia inaudita oppure il niente, quasi a meditare sul vuoto. Era vuota anche la vita della commessa che applaudiva alla fine di ogni atto. Spettatrice unica, forse pagante (nel senso che ne soffriva) e rimpiangeva di tutto anche l’ultima visita dal ginecologo, lei che a sguardi non aveva mai tradito nessuno, all’improvviso rivoltò il copione e si mise a piangere, come fanno gli artisti di fronte alla bellezza, perché`, dicono non “esiste niente di meglio che il provare invidia delle opere altrui”. 

“Lei mi stupisce, signora, d’altra parte non creda che il solo fatto di aver pagato un biglietto, le sia consentita la contemplazione. Contemplare è un dono (un altro?) divino. La divinità esiste nella pazzia e quale maggiore follia esiste se non quella che agita il divoratore di palcoscenico?”

Il regista smise di parlare ma anche il fiato della donna si era accorciato, non capita mai   l’amore di notte dopo una giornata di facchinaggio e non fu la volta buona neanche quella, tanto che la commessa strinse le gambe dopo aver preso posizione in prima fila. Sapeva già che l’artista, le avrebbe sputato in faccia qualche verso, capita quando sei in prima fila, capita quando paghi il biglietto.  

Era notte fondo poi, come capita spesso nelle storie inventate, la donna si scusò ancora e lo fece con garbo, come conviene sempre, considerata l’ora. “Lei dottore, è un chiaro esempio di talento inespresso”! E lo disse mentre tirava fuori la lingua ma non in segno di scherno e neanche con sottointesi sessuali, solo stava per vomitare a causa del vino a cui non era abituata.  “E lei viene spesso a quest’ora”? chiese il regista imbarazzato, per poi scoppiare in una risata a cui si unì il ghigno della commessa impaurita. 

Eppure, il teatro vibrava di tutto ciò che avrebbe potuto essere. Si ascoltavano in lontananza alcune note di quell’autore alternativo, si, uno di quei musicisti di avanguardia dediti all’alcol e alle donne. Assordante, così come si presentava anche la signora in pelliccia di elefante (pareva) con brillanti di caviale (licenza poetica). La cassiera inespressiva masticava un chewing gum.

Seconda parte del primo capitolo. Vi invito ancora una volt a a partecipare scrivendo la vostra parte della storia nei commenti del blog, con il vostro nome, Invito speciale per gli scrittori Roberto Sironi, Michele Iacono  e Susanna Casubolo ( mia ispiratrice).

Per ispirarvi diciamo che la storia dovrebbe girare attorno agli anni settanta in Italia, alle lotte armate di destra e sinistra.

Allo stesso tempo, accettiamo suggestioni di eventuali  associazioni benefiche a cui devolvere i ricavati del futuro libro.

Il regista e la Commessa parte seconda by F. G

Photo by Genaro Servín on Pexels.com

L’attore si presentò d’istinto, riconoscendo fra l’altro le labbra carnose della commessa che incitava il bel ragazzo a ricordare anche i più intimi particolari del primo e unico lontano incontro. Lui fece finta di niente e le lacrime gocciolarono fra naso e lentiggini, le sole cose sproporzionate del suo corpo di ragazzina che lei, la commessa aveva conservato, in apparenza lo commossero. 

“Mai fidarsi delle lacrime di un’artista! “disse lei “ma di una donna mezza ubriaca certamente si”! 

L’uomo aveva conservato il suo stupore nonostante anni di palcoscenico, si chiamava Aldo, Aldo Fioravanti e viveva d’arte. 

È un progetto di un libro scritto da tutti quelli che vorranno partecipare partendo da questo mio input che sarà rinnovato con cadenza settimanale. In pratica, chiunque lo voglia, potrà continuare il capitolo come meglio crede usando i commenti su facebook oppure in questo blog. I migliori commenti saranno selezionati per proseguire il libro. Possono partecipare scrittori professionisti ( su’ via, non fate i divi) oppure dilettanti o anche alle prime armi. Non si vince niente “SAPEVATELO” ma una volta terminato il libro sarà pubblicato con i nomi di tutti gli scrittori e il ricavato devoluto a una società di beneficienza da stabilire ( magari insieme?)

By F. Guzzardi

Capitolo 1: Il regista e la commessa

A cosa pensi ora, se pensi ancora a te? Quale pretensione se, ho aggiunto alla borsa della spesa un altro particolare, non poco per chi sta bene, stai bene? Tu, voglio dire, ginnastica artificiale e priva di sudore, pensi di esser mai stata più lontana di adesso? Accendi la luce, sinonimo di aprire la strada o la mente ma, ella mente, disse l’attore che appena sceso dal palco inciampò in un amore. Era chiaro però, che usava chiamare così tutti i battiti del cuore che andavano oltre una certa frequenza, quella che di solito transita fra un cappuccino ed un bacio, fra un addio e una attrazione. Attrare, calamitare, appiccicare, incollare, quale dramma era previsto prima di quella fusione di sguardi? Il regista l’aveva solo immaginata, si, l’ultima scena riesce sempre a tutti perché i muscoli del collo sono sempre più rilassati, come dopo un orgasmo, si riesce a dire cose di una follia inaudita oppure il niente, quasi a meditare sul vuoto. Era vuota anche la vita della commessa che applaudiva alla fine di ogni atto. Spettatrice unica, forse pagante (nel senso che ne soffriva) e rimpiangeva di tutto anche l’ultima visita dal ginecologo, lei che a sguardi non aveva mai tradito nessuno, all’improvviso rivoltò il copione e si mise a piangere, come fanno gli artisti di fronte alla bellezza, perché`, dicono non “esiste niente di meglio che il provare invidia delle opere altrui”. 

Photo by Alberto Bigoni on Unsplash

“Lei mi stupisce, signora, d’altra parte non creda che per il solo fatto di aver pagato un biglietto, le sia consentita la contemplazione. Contemplare è un dono (un altro?) divino. La divinità esiste nella pazzia e quale maggiore follia esiste se non quella che agita il divoratore di palcoscenico?”

Il regista smise di parlare ma anche il fiato della donna si era accorciato, non capita mai,   l’amore di notte, dopo una giornata di facchinaggio e non fu la volta buona neanche quella, tanto che la commessa strinse le gambe dopo aver preso posizione in prima fila. Sapeva già che l’artista, le avrebbe sputato in faccia qualche verso, capita quando sei in prima fila, capita quando paghi il biglietto.  

Era notte fondo poi, come capita spesso nelle storie inventate, la donna si scusò ancora e lo fece con garbo, come conviene sempre, considerata l’ora. “Lei dottore, è un chiaro esempio di talento inespresso”! E lo disse mentre tirava fuori la lingua ma non in segno di scherno e neanche con sottointesi sessuali, solo stava per vomitare a causa del vino a cui non era abituata.  “E lei viene spesso a quest’ora”? chiese il regista imbarazzato, per poi scoppiare in una risata a cui si unì il ghigno della commessa impaurita. 

Eppure, il teatro vibrava di tutto ciò che avrebbe potuto essere. Si ascoltavano in lontananza alcune note di quell’autore alternativo, si, uno di quei musicisti di avanguardia dediti all’alcol e alle donne. Assordante, così come si presentava anche la signora in pelliccia di elefante ( pareva) con brillanti di caviale ( licenza poetica). La cassiera inespressiva masticava un chewing gum.

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F. Guzzardi 

Sebbene la maggior parte di noi faccia il possibile, in un dato momento, ci saranno inevitabilmente attimi in cui il nostro io non ideale si rialza di brutto, nonostante i nostri più grandi sforzi, le nostre emozioni ci tradiscono ed i comportamenti reattivi si innescano.
Le parti non proprio belle di noi stessi emergono a dispetto di noi. Sono le tendenze che vivono dentro ognuno di noi, i primitivi istinti di base con cui siamo nati e che presto impariamo essere inaccettabili. Questi includono rabbia, avidità, gelosia, dipendenza, procrastinazione e  altri tipi  di comportamenti autodistruttivi.
Carl Jung si riferiva a questi istinti, o lati oscuri delle nostre personalità, come i nostri sé ombra. Sono stati ritratti attraverso i media nel tempo, nei miti, nei film, nelle arti e nella letteratura greca, e incarnati da personaggi famosi da Darth Vader ad Amleto. “L’ombra non è un errore o un difetto”, affermano Connie Zweig e Steve Wolf, autori di Romancing the Shadow: Illuminating the Dark Side of the Soul. “E` la  parte dell’ordine naturale di chi siamo. E non è un problema da risolvere; è un mistero da affrontare. Ha il potere di connetterci alla piu` profonda immaginazione. “
In qualunque modo chiamiamo queste parti della nostra personalità, la cosa importante da ricordare è che sono solo queste parti. Non sono la somma di chi siamo. Tuttavia, se permettiamo loro di dirottare il nostro lato migliore, hanno il potenziale per sabotare le nostre relazioni, il nostro benessere e, in definitiva, le nostre vite.

La consapevolezza è la chiave

 Il paradosso è che se vogliamo cambiare le cose che odiamo di noi stessi, il sé ombra, dobbiamo prima imparare ad accettarle.
“Abbiamo tutti i nostri lati ombra. Non sono il male “, dice Allan Lokos, insegnante di meditazione e autrice di Patience: The Art of Peaceful Living. “È quando non abbiamo consapevolezza che i problemi sorgono. Solo una volta che siamo consapevoli possiamo cambiare “.

Il punto di partenza per questo cambiamento è la consapevolezza. La consapevolezza del nostro comportamento, senza giudizio o critica severa, è al centro della consapevolezza. “Possiamo osservare le nostre azioni e le nostre parole con consapevolezza”, suggerisce Lokos, “e decidere se causano agio o disagio. Possiamo quindi dire a noi stessi: “Questo tipo di pensiero o di parlare non mi servirà bene. Né servirà a chi mi circonda . Posso fare di meglio.'”
Vivere consapevolmente include essere consapevoli delle parole che usiamo. Le parole sono strumenti potenti. Formano le nostre vite, le nostre relazioni e persino il nostro senso del valore. Prima di parlare, prendi quella pausa sacra e chiediti: quel che sto per dire puo` essere d’aiuto? È il caso di dirlo? In caso di dubbio, non dire nulla. Come Lokos, dice: “Non puoi mettere il piede nella nostra bocca se non è aperta”.
È importante anche notare il nostro parlare di sé in negativo e chiederci quali sono le convinzioni che lo rafforzano. Ciò su cui focalizziamo i nostri pensieri diventa l’inclinazione della mente.

 Auto compassione

La consapevolezza è più che semplicemente essere consapevoli; è consapevolezza con auto-compassione. I componenti di auto-compassione includono la gentilezza verso il sé, l’umanità comune (o vedere le nostre esperienze come parte di una più grande esperienza umana piuttosto che isolata), ed essere consapevoli (piuttosto che sovraidentificarsi con i nostri pensieri o sentimenti).
In poche parole, auto-compassione significa trattare te stesso con la stessa gentilezza e umanità con cui tratterai coloro che ami. Non deve essere confuso con l’egoismo o la mancanza di riguardo per gli altri. Al contrario. Non possiamo avere vera compassione per gli altri se non lo facciamo per noi stessi. Quindi, se una relazione sana è ciò per cui ci battiamo, con noi stessi o con gli altri, la compassione non è negoziabile. Ciò include avere compassione per le parti “peggiori” percepite di noi stessi.

 Auto-perdono

Inestricabile dall’autocompiacimento è l’auto-perdono. Forse più difficile del perdonare le malefatte altrui è perdonare noi stessi. Molti di noi hanno avuto momenti in cui desidereremmo poterci riprendere, quando le nostre emozioni ci tradiscono o le nostre parole vengono fuori con meno tatto che d’abitudine . Possiamo ricordare a noi stessi la nostra comune umanità, che siamo tutti sulla stessa barca. Quando ci comportiamo male, l’auto-perdono non significa che sia giusto ripetere quel comportamento. Tuttavia, come afferma Lokos, possiamo osservare quel comportamento e decidere di fare meglio la prossima volta.

Abbraccia il tuo lato peggiore

È importante tenere a mente che le nostre autovalutazioni negative a volte (se non la maggior parte delle volte) sono meno accurate, poiché tendiamo ad essere i nostri peggiori critici. Sì, di tanto in tanto potremmo usare grosse parole verso noi stessi, ma l’obiettivo è di farlo meno spesso. Se ci vergogniamo e incolpiamo noi stessi ogni volta che ci roviniamo, stiamo compromettendo non solo il nostro benessere emotivo e psicologico, ma anche la nostra salute fisica, perché l’aggrapparci alle lamentele, è correlato ad un più alto rischio di malattia.
Gli esseri umani sono intrinsecamente imperfetti e, come tali, commettono errori. Se non cadessimo sulle nostre facce di tanto in tanto, non cresceremmo. Tutto quello che possiamo fare è vivere le nostre vite con le migliori intenzioni, e quando cadiamo semplicemente ammettiamolo e giuriamo di fare meglio la prossima volta. E ricordiamoci che, in ogni momento, la parte migliore di noi sta facendo il meglio che puo`.

 

Thanks to Daniel Fazio
 

By F. Guzzardi

 
  • La riga dell’orizzonte nei pomeriggi a New Delhi, quando il sole sembra voler cavalcare la terra prima di spegnersi nel silenzio di una preghiera  
  •   Le mani sui tuoi capelli intrecciati fra le mie dita e le conseguenze di tutti gli amori
  • Il desiderio di meravigliarsi, anche con un sorriso o senza parlare di niente 
  • Le parole degli amici piu` cari che non abbiamo saputo ricordare 
  • Gli ideali di qualunque colore 
  • Qualcuno che se ne e` andato senza chiedere il permesso
  • Incontrarsi/Perdersi
  • Il mondiale del 94
  • Il gelato di ricotta da ” Giacco”  a Siracusa
  • Il Comunismo/e per fortuna
  • Indignarsi per una guerra 
  • La voglia di guardare la tv
  • Cuba/ I sogni
  • I culi e le tette delle donne nella tv italiana
  • Berlusconi
  • La macchina in un parcheggio del Walmart
  • La fede 
  • La fila per vedere la sacra sindone
  • La speranza ( chiaramente sempre l’ultima )

 

 

Thanks to Daniel Fazio

Sulle tracce della comprensione

By, F Guzzardi
A dire il vero, il mercato dell’informazione si e` largamente democratizzato con l’avvento di internet ma in realta` e come sempre accade, quando c’e` la quantita`, per forza di cose viene a mancare la qualita`.
Ma quali siano le ragioni di questa scarsa qualita` d’informazione o forse sarebbe meglio parlare di “falsa informazione” e` un dato di non semplice soluzione.
La liberta` d’espressione globale che offre la rete internet, ha dato vita a “forme di vita” fino a poco prima impensabili per gran parte della popolazione mondiale. Basti pensare a movimenti politici,di pensiero,associazioni culturali o blogs come questo,per rendersi conto di quale micidiale arma ci siamo dotati.

cheerful young couple using smartphone in modern mall

Photo by Brett Sayles on Pexels.com

Il mondo non e` mai stato cosi` piccolo come negli ultimi 20 anni e basta un click per mettersi in contatto con tutti e con tutto; tanto che anche una semplice azione come uscire fuori per fare un passeggiata, ridiventa un momento piacevole e distensivo.
Ma come tutte le democrazie, anche quella virtuale ha bisogno di crescere; confondere la liberta` d’espressione con libertinaggio e` una costante nelle giovani democrazie. Sui siti sociali, per esempio, molti cercano consensi con affermazioni corredate da foto che lasciano il tempo che trovano.
Molto alla moda l’infierire contro i politici ed i loro guadagni o su altre presunte o vere ingiustizie sociali, tutti possono giustamente dire tutto ma pochi sanno dosare le loro opinioni con moderata riflessione. Se voglio ottenere consensi in FB, mi basta scrivere: “Guardate questo politico, guadagna 10 volte lo stipendio di quest’altro povero pensionato!” oppure : Se siete contro la violenza sui bambini condividete!” ( allegata foto di bimbo che piange)  o ancora : “Quest’artista guadagna in un giorno piu` di quanto guadagni tu in un anno!” (naturalmente l’artista in questione non fa parte dei suoi preferiti) e “questo povero cane, e` stato abbondanato da un cattivo umano” ( ci siamo dotati di un sistema di autoflagellazione che ci rende responsabili di crimini contro la natura).
Poi siamo in grado, non solo di contestare le notizie false, ma anche di replicare di fronte all’evidente. Potenza dell’informazione libera, possiamo non essere d’accordo su fatti reali e condividere semplici e banali trucchetti per ottenere consensi.

Una grande rivoluzione di cui noi cinquantenni percepiamo l’influenza innovativa ma che sembra essere un semplice accessorio per le nuove generazioni nate nell’era dei computers.
Le notizie piu` clamorose sono su internet con il titolo di “Quello che i giornali non vi diranno mai!” (ma chissa` poi perche`?) Perche` mai un giornale dovrebbe omettere quella o questa notizia che (se veramente importante) potrebbe far guadagnare soldi al giornale stesso? ” la nostra ignoranza e` la loro forza!” e` un’altro slogan molto in uso su internet ma chi ti dici di rimanere ignorante? Nessun media impone una notizia, siamo sempre liberi di cambiare canale o giornale o cercare altrove se non siamo sodisfatti e poi chi sono “loro”? Chi trama alle nostre spalle, cosa si nasconde, chi ci vuole ignoranti?
Allora la capacita` di distinguere il bene dal male e di definirlo, e` un elemento molto sottile in mano a noi stessi, possiamo farne uso o non, possiamo  manipolare la realta` a nostro piacimento e renderla accettabile, senza bisogno di tirare in ballo macchiavelliche manipolazioni, questo e` forse un primo passo verso la saggezza, anche se solo virtuale.

  by F Guzzardi
La memoria gioca brutti scherzi  agli  uomini e se si possono scusare tutti quei giovani che alla ricerca di una verita` rivelata ai pochi adepti, si lasciano inebriare da mistici e santoni che adottano gli stessi metodi dei ciarlatani cristiani o dei primitivi sacerdoti di questa o quell’altra  religione, non si possono scusare le persone che hanno visto e sanno di cosa sia capace l’essere umano quando si traveste da Dio.

 

three men wearing orange tradition clothes

Photo by Bishesh Pandey on Pexels.com

  

 OSHO
 Bhagwan Shree Rajneesh , nato nel 1931 , ha raggiunto il suo primo satori / samadhi all’età di quattordici anni . Prima di imbarcarsi in una missione mondiale che era quello di assicurare il suo posto come uno dei più infami guru- figura del mondo, ha lavorato come professore di filosofia presso l’Università centrale indiana Jabalpur alla fine degli anni ’50 e nei primi anni ’60.
Nel 1974 , ha fondato il suo primo ashram a Poona ( Pune ) , a sud est di Bombay .
 
Fra i seguaci di Rajneesh c’erano anche gente ricca e famosa incluso il compositore giapponese Kitaro , e l’ex Françoise Ruddy . Lei in precedenza , con il suo allora marito Albert , aveva prodotto Il padrino ( Fitzgerald , 1986) . Loro e gli altri discepoli di Bhagwan Rajneesh seguirono gli insegnamenti che erano una combinazione di ” monello” / ” pazza saggezza ” comportamentali , pratiche sessuali tantriche , e spesso violenza ( vale a dire, fino al punto di segnalate ossa rotte ) Western movimento del potenziale umano ( cfr. Fritz Perls , ecc) gruppo d’incontri .
   Oltre ad essere riconosciuto come il ” Guru della Vagina “, Rajneesh si vantava naturalmente , di essere andato  a letto con una selezione dei suoi discepoli femminili , in particolare tramite ” darshan speciali” concesse loro in prestito dal movimento  . Vivek , una delle prime e più vicina di quelle, affermava di essere la reincarnazione di Maria Maddalena ( Milne , 1986) .

A volte [ Bhagwan ] chiedeva a donne attraenti di spogliarsi di fronte a lui e giacer nude mentre lui le scrutava attentamente. Amava anche osservare coppie fare l’amore davanti a lui…. 

 Negli anni successivi, a Poona, furo iniziati molti esperimenti sessuali  . Bhagwan spiegava ad una donna come superare la sua fobia dei ratti: lei dovrebbe praticare del sesso orale …. In un’altra sessione tantrico a Poona, i partecipanti maschi dovevano   mangiare un mango maturo tenuto tra le gambe dei loro partner femminili. I manghi erano un frutto molto popolare con tutto (Milne, 1986).
C’erano pochi modi legali in cui un occidentale poteva guadagnare denaro [ soggiornare a Poona ashram ] , e in poco tempo molte delle ragazze cominciarono  a prostituirsi ….

L’altro modo principale di fare soldi in quei giorni era di vendere droga ( Milne , 1986) .
Per le stesse ragioni finanziarie ,un gran numero di spogliarelliste che lavorano da Soho a North Beach di San Francisco erano sannyasin ( Strelley , 1987) .
Nel gergo di Rajneesh , sannyasi / sannyasin erano semplicemente avviate discepoli , non monaci stagionati come sarebbero stati in altre tradizioni .
Con la fine del 1970 e i primi anni ’80 , questa particolare ” città di percorso interiore verso l’illuminazione spirituale ” cominciava ad avere alcune prevedibili segnalati effetti collaterali :

Tre sannyasin britannici … sono stati arrestati con l’accusa di contrabbando a Parigi nel 1979. Il più ambizioso noto tentativo di contrabbando è stato fatto nel 1979, quando cinquanta chilogrammi di marijuana sono stati confezionati nel telaio e arredi di un autobus hippie -style viaggia da [ Poona ] per l’Europa . Una ventina di discepoli avevano investito in questa operazione e di altri venti avevano lavorato sul bus . Il contrabbando , però, è stato scoperto in Jugoslavia , e tre sannyasin sono stati messi in prigione per un anno ( Mangalwadi , 1992) .

Un sannyasi assassinato un altro in uno dei villaggi di capanne a circa un miglio dall’ ashram , e un altro è stato trovato morto con ferite multiple da arma da taglio sotto il vicino ponte Mulla – Matha ( Milne , 1986) .
In mezzo a queste difficoltà , alla ricerca di espandere il suo lavoro e desiderosi di sfuggire a una somma di $ 4 milioni di imposte non pagate , Rajneesh tranquillamente lascia l’India per gli Stati Uniti nel 1981 , arrivando attraverso un jet 747 nel New Jersey .
Fermandosi in cima alle scale partenza mentre usciva dall’aereo , il saggio espansivo proclamò :

  Io sono il Messia che l’America sta aspettando ( in Milne , 1986) .
  E questo prima  che  i veri problemi iniziassero .
Rajneesh primo si stabilì a  castello Montclair nel New Jersey , e poi fondò un ashram ( ” Rajneeshpuram ” ) nella parte orientale dell’Oregon , l’acquisto del 120 miglia quadrate Big Muddy Ranch a Wasco County lì . (Questo ranch in precedenza era stato il luogo delle riprese  di alcuni western di John Wayne . ) Il suo obiettivo finale era quello di creare una città da un milione di abitanti in quella regione .
In modo da non allarmare inutilmente i vicini conservatori , i materiali di proselitismo disponibili nell, ashram furono rivisitati. Di conseguenza , ” Il nastro Fuck” – composto da Rajneesh ” esaltando e descrivendo a lungo i quaranta diversi possibili usi della parola ‘ fuck’ ” ( Milne , 1986) , furono riadattati come  “un discorso in cui Bhagwan fa battute sulle relazioni umane .
Rajneesh ha continuato a montare la più grande collezione privata al mondo di Rolls- Royce – novantatre in totale. La combinazione di silenzio pubblico di Bhagwan , crescente isolamento dalla sua comunità ashram circostante , e un’ampia collezione di Rolls- Royce , ben presto manifestato come il nuovo fenomeno del ” car – shan “, o drive-by benedizioni .I fedeli avrebbero la fila per prendere un assaggio di Sua Santità durante i suoi spostamenti giornalieri nella città più vicina , Antelope ,  39-45 minuti di distanza.
Nel frattempo , i residenti privilegiati e visitatori degli ashram / ​​Comune Rajneesh Oregon e altrove si godevano paseggiate  a cavallo e gite in aereo , canottaggio, nuoto e rafting sul fiume .

Per completare l’ appello Club Med , discoteche , bar, salotti e tavoli da gioco sono stati resi disponibili alla fine del 1983 ( Palmer e Sharma , 1993) .
E così con la tavola apparecchiata per i pochi fortunati a “mangiare , bere e divertirsi , ”   [ Rajneesh ] uscì dai suoi tre anni e mezzo silenzio e profetizzò con grande dramma e precisione che due terzi dell’umanità sarebbero morti di AIDS  entro il 2000 .
Che la previsione off -base si è basasse sulla comprensione di Bhagwan di un versetto di Nostradamus . 
I timori che gli addetti alla Oregon ashram stessero complottando per assassinare Rajneesh comincio` a farsi largo.Così, alla fine del 1984 , Bhagwan e il suo ” braccio destro “, Sheela ,  con una spesa di 100.000 $ al mese  installo`  attrezzature di intercettazioni   in tutta Rajneeshpuram ( Milne , 1986) .
Dirigendo la loro attenzione anche   fuori dell’ashram , i seguaci nello stesso anno intossicarono con insalata alla salmonella un  bar e dieci ristoranti   nelle vicinanze di Dalles , Oregon ] con  ospitalizzazione di 750 persone ( Flacco , 2001) .
L’obiettivo  era apparentemente d’inabilitare un gran numero di elettori , consentendo ai candidati sponzorizzati da Rajneesh  di prevalere nelle elezioni provinciali . Una contaminazione della rete idrica locale è stato riferito, previsto per dopo la “prova ” Ristorante avvelenamento .
Indagini di focolai di salmonella hanno rivelato un presunto complotto per uccidere l’ex procuratore degli Stati Uniti per l’Oregon , Charles Turner . Anche se l’attacco non  è stato mai effettivamente realizzato , nella speranza di far deragliare le indagini dalle loro altre attività ,alcuni dei fedeli seguaci di Rajneesh ,hanno tuttavia riferito  di aver riunito un team di fiducia nel 1985 . Hanno comprato le pistole , sorvegliato casa, ufficio e auto , e hanno discusso i modi di assassinarlo ( Larabee , 2000) .
A seguito di tutto questo, e con il continuo fallimento delle sue previsioni apocalittiche per la prossima – fine del mondo a materializzarsi , come avevano precedentemente dissipato nel 1978 e nel 1980 – Rajneesh fu deportato dagli Stati Uniti per violazione delle leggi sull’immigrazione nel 1985,  negato l’ingresso da almeno venti paesi prima di tornare al suo vecchio ashram a Poona , lasciando così gli americani nell’ attesa più lunga per il loro Messia … o di essere contenti di averlo perduto .
L’ Oregon ashram chiuso subito dopo la partenza di Bhagwan . ( Diversi seguaci furono in seguito condannati per aggressione , tentato omicidio , intercettazioni e accuse di avvelenamento alimentare [ Larabee , 2000 ] . ) Oggi , serve come   campo estivo per ragazzi .
L’uso di farmaci che alterano la coscienza non è mai stato  approvato   ufficialmente sia nel Poona o l’ ashram Oregon . Nonostante ciò , nel 1982 Rajneesh   presumibilmente annusando il protossido di azoto (cioè , gas esilarante ) per arrivare in alto su una base quotidiana,   fu trovato sdraiato nel suo $ 12.000 poltrona da dentista  balbettando ,

Bhagwan continuò: “Sono così sollevato che non devo far finta di essere illuminato più. Povero Krishnamurti … egli ha ancora far finta ” ( Milne , 1986) .
 In ogni caso , tornato in India , “l’illuminazione” di Bhagwan era migliorata nella misura in cui poteva annunciare che:

Gautama il Buddha era entrato nel suo corpo , e che questo era stato verificato dalla veggente di uno dei più antichi santuari shintoisti in Giappone ( Hamilton , 1998) .

Rajneesh , come la reincarnazione di Gautama Buddha , si inserisce il modello della Seconda Venuta inaugurando i mille anni di pace ( Palmer e Sharma , 1993) .
Il Buddha stesso , però , fatto fare con un semplice albero nella sua pratica spirituale o sadhana , non avendo mai avuto accesso ad un ” Bodhi Chair” dei Lumi.
Naturalmente , Rajneesh non era affatto il primo ” ricercatore spirituale ” a rendere riferito uso di protossido di azoto nella sua ricerca :

William James pensava di aver registrato l’ultimo mistero sotto l’influenza di protossido di azoto . Al ritorno nel suo stato normale , avidamente consulta la carta su cui aveva scarabocchiato il grande messaggio ( DeRopp , 1968) .
Che messaggio?

Hogamous , Higamous ,
L’uomo è poligamo .
Higamous , Hogamous ,
La donna è monogamo .

Rajneesh è morto di un attacco di cuore nel 1990, all’età di cinquantotto anni , ma non prima di cambiare il suo nome in ” Osho ” ( ” Amato Maestro ” ) , in base al quale la paternità dei suoi libri sono attualmente commercializzati. Il suo Poona ashram continua ad ospitare i devoti di tutto il mondo , fino a 10.000  in un resort-like ,sempre piu` ” Club meditazione” atmosfera   . In effetti , l’ambiente attualmente dispone di cascate, una gigantesca piscina , una sauna e cybercafe,campi da tennis dove si gioca ” zennis ” (tennis Zen non competitiva ) .

” Osho è diventato un nome cocktail party “, ha dichiarato Sanjay Bharthi , trentaquattro anni, un graphic designer freelance che ha descritto lo stile di vita Osho come ” in modo estetico , così succosa , così moderno , e allo stesso tempo così tranquillo ” ( Waldman , 2002 ) .

In India, Rajneesh  che fu  perseguitato è attualmente autore di best -seller del paese . I suoi libri sono in mostra nel parlamento federale biblioteca – un onore concesso a un solo altro , Mahatma Gandhi ( Hamilton , 1998) .
In effetti , in tutto il mondo i libri di Osho  ( duemila titoli in quarantaquattro lingue) e le vendite Audio-Book superare ormai i 1.000 mila dollari all’anno ( McCafferty , 1999) . Non vi sono, naturalmente che  pochissimi riferimenti in quei libri santi di

Rolls-Royce

omofobia

prostituzione

Drug -running

L’evasione fiscale

intercettazioni

Salmonella

assassinio trame

Protossido di azoto sniffing , o

Manghi … in sciroppo

 
 

By F. Guzzardi

Madre Narcisista e figli autistici, quale connessione?

Una semplice parentesi per un soggeto di cui scrivo nel blog  in lingua inglese “Autism20”. In effetti, non è così evidente da capire. Bisogna viverlo da dentro, toccare con mano, tutto mantenendo una visione distaccata dell’insieme.

Ho letto oggi un articolo pubblicato su “Psycologie Today” scritto dalla Dottoressa Susan Heitler e ho avuto come un tuffo al cuore. Pensavo a tutte le volte che mi scontravo con i semplicistici “Tu non sei un dottore!” e finalmente una mezza conferma e ancora una volta, viene dalla parte di una persona che ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze di questo strano binomio apparentemente non in relazione  fra loro.

L’autismo e il narcisismo non sono un’unica sindrome. I narcisisti generalmente non sono autistici. È improbabile che le persone nello spettro autistico abbiano un disturbo narcisistico di personalità. Molte caratteristiche di ogni disturbo sono assenti nell’altro.

Detto questo però come rivela anche l’esperienza familiare del paziente della Heitler, ( Madre narcisista  e fratello autistico,) tutti gli autistici hanno una madre narcisista anche se non tutte le madri narcisiste hanno dei figli autistici.

Le due sindromi non hanno niente in comune apparentemente. La mia esperienza personale  mi fa pensare che, il narcisismo patologica delle madri può generare autismo nei figli. 

Certamente il mio approccio poco professionale al problema può sembrare superficiale ma occorrerebbe diagnosticare prima le madri dei bambini autistici e vi accorgereste dell’evidente alta percentuale di soggetti narcisisti.  All’occorrenza, si pone il problema di come sottoporre a diagnosi un soggetto narcisista. Impossibile! Da qui anche la scarsa conoscenza da parte degli studiosi. Ecco perché le indicazioni possono venire solo da elementi legati al problemi, persone che siano parte delle famiglie e miracolosamente non affette da una di queste sindromi. 

La dottoressa Heitler, continua nel suo articolo

Molti lettori hanno risposto con commenti fortemente emotivi ai miei tre articoli precedenti sui potenziali collegamenti tra narcisismo e autismo. ( e sulla diagnosi differenziale). Il tono dei commenti di questi lettori variava dall’apprezzamento alla curiosità fino all’indignazione. Di particolare interesse per me sono stati i commenti di più lettori sulla co-occorrenza di autismo e narcisismo nelle loro famiglie.  

I disturbi dello spettro autistico sono genetici?

Nella mia pratica clinica, sono stato colpito dalla frequenza con cui nessuno dei genitori di un bambino dello spettro autistico si presenta con un disturbo dello spettro autistico, eppure uno dei genitori sembra essere significativamente narcisista con difficoltà a entrare in empatia con gli altri e a digerire le prospettive degli altri.

“Uno dei tratti chiave nelle persone con autismo è che mancano di ciò che è noto in psicologia come” teoria della mente “, che è anche nota come” cecità mentale “. Theory of mind (TOM) significa la capacità di capire che altre persone hanno una mente e pensieri diversi dai nostri. Ciò significa che le persone con autismo spesso saranno in grado di vedere le cose solo dal loro punto di vista, non possono immaginare come qualcosa può influenzare qualcun altro; che potrebbe essere il motivo per cui li vedi come egocentrici “.

 Similitudini con il narcisismo!

Le persone narcisiste incontrano difficoltà quando sorgono differenze tra loro e gli altri a causa di questo deficit nella “teoria della mente”. È difficile per loro credere che ci sia un altro aspetto del problema che li turba perché credono che il loro punto di vista sia l’unico punto di vista, che hanno sempre “ragione” e che ascoltare i sentimenti dell’altro li rende colpevoli o possono bloccare la loro capacità di ottenere ciò che vogliono.

i narcisisti appaiono socievoli e socialmente anche altamente capaci quando interagiscono con qualcuno che considerano potenzialmente in grado di soddisfare il loro desiderio di ammirazione, potere e altri “rifornimenti narcisistici”. Allo stesso tempo, sottolinea, una volta che una persona narcisista ha iniziato a svalutare l’altro, emergono assorbimento di sé e deficit nella loro capacità di provare empatia. Queste caratteristiche hanno una somiglianza sorprendente con le caratteristiche di qualcuno con Asperger.

Vi ricordo che potete continuare tutte le parti di questo racconto, aggiungendo un commento nella sezione “Commenti” del Blog e questo e` possibile per ogni parte del racconto, elencata nel menu del blog stesso.

By F. Guzzardi : “Il Pacco”

La verità si dice, è quella in bocca ai bambini o ai folli. Gli unici detentori di questa virtù, gli altri, gli adulti, la hanno perso da tempo. 

Le strade degli esseri umani si dividono spesso per poi ritrovarsi, magari in opposte fazioni con punti di vista estremamente diversi. 

Le bombe cominciavano a scoppiare a volte per pure caso, vista la poca dimestichezza degli “operai” più abili a manovrare pezzi metalmeccanici che bombe. Bisognava essere “impegnati” a tutti i costi, il qualunquismo non era piu` accettato e non lo era neanche chi non portava il simbolico basco da semi guerrigliero: Che Guevara, Cuba, L’oscura Unione Sovietica, la cupa Cina e la Germania est, terra di spie e perseguitati, assunsero la luce che non gli competeva. Accecati uomini e donne rivendicavano il loro ruolo nella società, come sempre accade per cicli generazionali, con apparenti ragioni svalutate dal tempo.

I figli dei borghesi si ribellarono al mondo o forse ai loro padri? 

Crescevano le distanze fra “le razze padrone” e gli operai. I primi colpevoli di essersi arricchiti grazie allo sfruttamento dei secondi.

Aldo Fioravanti camminava solo quel giorno, lo videro alla stazione di Bologna, con un pacco in mano. Erano le sette del mattino, era di agosto, i pendolari, pochi, si apprestavano a salire sul diretto per Milano. La ragazza, lei aveva circa 20 anni o forse meno. Si seppe poi, che veniva da Trento, senza fissa dimora, probabilmente appartenente a “Lotta Continua”.

L’uomo con il vestito grigio e il pacchetto di MS in mano si avvicinò solo per un attimo ai due. Li videro scomparire all’ingresso del vagone numero quattro, pochi fecero caso ai movimenti quasi impercettibili dei tre.

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Picture from The Guardian

BY
I’M ITALIAN

NON SI TRATTA DI FARE DEL REVISIONISMO, PIUTTOSTO DI ANDARE OLTRE L’AGIOGRAFIA, TENTANDO DI SUPERARE IL MITO A FAVORE DI UNA MAGGIORE CONOSCENZA DELLA NOSTRA STORIA.
LA BIOGRAFIA FIRMATA DA GIANPAOLO ROMANATO NE SVELA L’INTERO PERCORSO UMANO E POLITICO A MOLTI SCONOSCIUTO.
 CHI ERA VERAMENTE GIACOMO MATTEOTTI?

Leggi:

  I’M ITALIAN MAGAZINE

Italy's website that tracks lawmaking is down — and no one knows why
Fonte:  Euronews

By F.Guzzardi

 L’antefatto 

Visto da qui…credo che ci siano gli estremi per una ribellione pacifica e democratica del popolo.
L’Italia e` nelle mani d’incapaci che si sono visti consegnare le chiavi del paese con effetti da fantascienza, portati alla ribalta da un grande uomo di spettacolo, tale Giuseppe Grillo ed una agenzia di marketing la Casaleggio associati. 
Ora, i mezzi utilizzati, sono stati sleali e completamente opposti agli ideali sbandierati,che erano onesta` da un lato e sicurezza (Lega), dati in pasto ad una popolazione con un livello di analfabetismo inferiore in Europa, solo alla Grecia e con  alla testa ( si fa per dire) un capo di stato fantoccio, e due primi ministri da barzelletta.
  
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Adesso, a parte le campagne diffamatorie pianificate dalla Casaleggio associati, ai danni del governo precedente ed in particolar modo di Renzi, bisognerebbe riflettere su come, sia il Pd che il partito di Berlusconi ( secondo me l’unico perdente delle ultime elezioni)  abbiano potuto ignorare o non aver compreso, l’importanza dei socials media. 
Il mondo e` cambiato radicalmente e la politica italiana con propaganda salottiera televisiva, e` stata soppiantata dai socials, dove tutti, dico TUTTI possono dire la loro verita`, che non e` piu` oggettiva ma trasformabile, modellabile, quantificabile e dove le colpe dei propri fallimenti personali, saranno del governo precedente oppure cancellate con un tasto di Facebook

 Il fatto 

La notizia non e` nuova, data del 27 giugno 2018  ma niente e` cambiato in queste ultime ore.
<span title="The Italian official website monitoring the implementation of governmental policies has been offline since the new populist executive came to power, a political association has revealed. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); “>Il sito ufficiale italiano che monitora l’attuazione delle politiche governative è stato offline da quando il nuovo dirigente populista è salito al potere. (Fonte Euronews)

Istituito nell’aprile 2012 dal governo tecnocratico di Mario Monti, il portale pubblico “Ufficio per il programma di Governo dei Ministri” è stato utilizzato dai governi successivi per delineare i progressi delle loro politiche attraverso il processo legislativo.

Personalmente, non so quanti italiani sapessero dell’esistenza di questo portale web. Gli italiani nvece conoscono benissimo tutte le cifre del mutuo della nuova casa di Renzi.

Ufficio per il programma di Governo dei Ministri

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“Dopo l’approvazione delle leggi gli aspetti tecnici, burocratici e pratici cadono sui diversi ministeri che devono decidere su una serie di misure per attuare queste regole”, Daniele De Bernardin di Open Polis, una fondazione di monitoraggio politico in Italia, ha spiegato: “Il problema è che spesso i decreti attuativi hanno una scadenza e il monitoraggio di queste azioni è importante per vedere se una norma è stata implementata o meno. “Questo sito ha permesso, sebbene con limiti, il monitoraggio    del processo legislativo, ma con l’inizio del governo Conte, il sito non è più disponibile”. Questo e` quanto detto da Daniele De Bernardin.  

Parlando ad Euronews lunedì, l’ufficio del Primo Ministro Giuseppe Conte ha affermato che una “riorganizzazione di tutti gli uffici” è in corso e che “ci vorranno alcuni giorni” per rimettere tutto in funzione. Open polis aggiunge su Twitter di non avere “nessuna notizia che altri siti web del Ministero siano offline, in attesa che gli uffici vengano riorganizzati.”  
L’ufficio del sottosegretario di Conte, Giancarlo Giorgetti – una figura potente nel partito della Lega sembra essere ora  il nuovo responsabile del portale ma ha detto che non era a conoscenza del fatto che il sito fosse inattivo e non poteva dire se fosse dovuto a una decisione politica o ad un problema tecnico.

Il
‘registrar” del sito, l’agenzia per l’Italia digitale, ha dichiarato di non essere responsabile per “la manutenzione e il contenuto” del portale. Open Polis ha chiesto al governo di chiarire “perché il sito è offline e cosa intende fare”.La risposta della segreteria del governo e` stata questa: “L’inizio di una nuova legislatura, con un governo nato sulla promessa di realizzare un forte cambiamento, può essere un’opportunità per avviare un vero processo di apertura.” 

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Allora, mi sembra chiaro che, siamo veramente lontani da quella cyberdemocracy immaginata nei primi anni del 2000, e` troppo facile diventare un professionista della provocazione nei socials media, con migliaia di persone al seguito. Quindi la soluzione potrebbe essere la censura del web? Troppo poco etico, bisognerebbe invece sfruttare questa risorsa sociale instaurando delle leggi atte a proteggerla, perche` mi sembra chiaro che servano regole serie e costruttive.


Segnalo una contro manifestazione pro Salvini domani a Roma in Piazza del Parlamento, per chiunque si trovasse da quelle parti, l’evento si chiama:  fermiamolisubito 
il promotore  Gianluca Cicinelli.


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 By F. Guzzardi

The new edition of Huneker’s book that saw his first appearance in 1909, is wholly devoted to those modern poets, philosophers and prose masters whose writings embody the individualistic idea as opposed to altruistic and socialistic sentiments. Amply discussed are Stendhal, whose cult, recently revived on the Continent, is steadily growing; Maurice Barres, French Academician; Anatole France, blithe pagan and delicious ironist; Max Stimer, the forerunner of Nietzsche; The mystics, Ernest Hello new to American readers and William Blake.

Much new historical material can be found in the studies of Charles Baudelaire and Gustave Flaubert. The hitherto unpublished letter of the novelist, along with an original page proof of “Madame Bovary,” corrected by his own hand, will prove of interest to his admirers. That brilliant virtuoso of the French language, J. K. Huysmans, forms the subject of a chapter, while certain phases of Nietzsche, including his famous published biography, “Ecce Homo”, and Ibsen dramas, are also subjects of discussion.
Altogether the book represents the most mature critical and analytical thought of the author applied to some of the most interesting literary characters in the modern Europe of 1909.

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This new edition of the book by James Huneker, reminds us what were the cultural movements of the early twentieth century in Europe. Published by Hoffmann & Hoffmann in versions, digital, hardcover and softcover, for sale in the whole world as well as in Amazon. It is a collector’s book, to be left to the next generations, maybe they will understand the reasons for our successes and our failures, just as we have been inspired for the most part by these great characters, to these superman of art, who knew make our life sweeter, helping us to survive.
F. Guzzardi
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